Vito Giacino

Giacino condannato, ma L’Arena non se ne “accorge”

La Cassazione conferma la condanna dell’ex assessore Vito Giacino e della moglie Alessandra Lodi, rigettando i ricorsi dei difensori. La Corte di Cassazione conferma dunque le pene inflitte, 3 anni e 4 mesi a Giacino e 2 anni e 4 mesi alla Lodi. Quello che ritornerà in appello è solo la parte relativa alle presunte tangenti in contanti che la coppia avrebbe incassato dall’imprenditore Leardini. Questi sono i fatti.

Chi ieri ha letto velocemente le locandine de L’Arena ed il titolo in prima pagina dello stesso giornale si sarà invece fatto un’altra idea, esattamente all’opposto.

Affermazioni strampalate da campagna elettorale?

L'ennesima mazzata al sistema Verona, tanto caro al sindaco Tosi, un po' meno ai veronesi, arriva direttamente dalle parole dei vertici della Commissione Parlamentare Antimafia, nel corso della conferenza stampa in prefettura a chiusura della visita della Commissione in Veneto.

Nuove Resistenze Operazione Aemilia

On line, cliccando QUI, il podcast della quattordicesima puntata di Nuove Resistenze – Storie e voci ribelli contro le mafie, trasmissione, firmata da Federico Lacche e Laura Galesi.

Condanna Giacino: le reazioni del Segretario provinciale Albertini e del Capogruppo comunale Bertucco

Alessio Albertini, Segretario provinciale Pd Verona: Pur dovendo attendere la sentenza definitiva, la condanna per corruzione all'ex vicesindaco Giacino è un fatto in sè grave, perchè un Tribunale di primo grado, dopo aver raccolto le prove e sentite le difese, ha stabilito che un amministratore del Comune di Verona, per di più vicesindaco della città, ha commesso un reato grave, quello di corruzione.

Zardini:"A Verona, immediata chiarezza!"

Le vicende giudiziarie degli ultimi mesi che hanno visto amministratori veronesi e dirigenti di aziende partecipate diventare protagonisti di una bruttissima pagina per la città, destano la più viva preoccupazione.
Ferma restando la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, le misure restrittive ordinate fanno presagire atti e fatti di concreto pericolo e pongono molti quesiti su come sia stata gestita la cosa pubblica nella nostra città.