tagli sanità

Inefficienza del servizio di PS o conflitto del sistema? L'opinione di Paolo Ricci

Di recente i codici del Pronto Soccorso (PS), che stabiliscono l’ordine prioritario di urgenza al trattamento, hanno subito una sorta di down-grading,  per cui quelli “verdi” sono stati declassati in “bianchi”. Questo significa che più pazienti devono pagare il ticket. Un escamotage per scoraggiare l’accesso a chi non rientra tra le urgenze effettive. Nella nostra città, come altrove, si è scatenata la polemica. Giusto o sbagliato? In realtà, si tratterebbe di  una cosa giusta che però, all’interno di un contesto sbagliato, subisce il rovesciamento nel suo opposto.

Tra il dire e il fare…

La vicenda dell'aumento dei codici bianchi al Pronto Soccorso rappresenta bene come l'applicazione di criteri strettamente economici contrasti con l'erogazione di un servizio che dovrebbe garantire il rispetto di un diritto universale: il diritto alla salute “fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”, come recita l'art. 1 della legge833/1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.

Berti (M5S) vicepresidente della Commissione sanità in Veneto dice NO ai tagli alla sanità di Renzi

Il Governo annuncia tagli ai fondi alla Sanità per 10 miliardi in 3-4 anni, necessari alle coperture per la prossima legge di stabilità ed il vicepresidente della Commissione sanità in Consiglio Regionale del Veneto, Jacopo Berti (M5S), commenta molto duramente la roadmap del Governo: “Se un solo euro dovesse esser recuperato migliorando l'efficienza delle strutture ospedaliere, questo dovrebbe restare nel sistema sanità per ammodernare gli ospedali, garantire cure alle fasce più deboli ed assumere personale medico.