libertà di stampa

Paolo Ricci spiega le motivazioni dell'incontro con Peter Gomez

Il podcast dell’intervista a Paolo Ricci presidente dell'associazione Amici di Verona In che in collaborazione con l’Università di Verona e Radio Popolare Verona come media partner hanno organizzato: Il sapore della libertà incontro con Peter Gomez che avrà luogo giovedì 7 maggio alle 17.45 nell' Aula T1 del Polo Zanotto dell'Università di

Il sapore della libertà. Incontro con Peter Gomez al Polo Zanotto di Verona

Il sapore della libertà è il tema dell'incontro con Peter Gomez che avrà luogo giovedì 7 maggio alle 17.45 nell' Aula T1 del Polo Zanotto dell'Università di Verona. L’iniziativa, che si colloca all’interno di UNIVERONAXEXPO, è promossa dall’associazione Amici di Verona in, in collaborazione con l’Università di Verona ed ha Radio Popolare Verona come media partner.

La nuova legge sulla diffamazione è sbagliata

Doveva essere una riforma della legge sulla stampa che eliminando la pena del carcere per i giornalisti, liberava l’informazione dal rischio di sanzioni sproporzionate, a tutela dei diritti fondamentali di cronaca e di critica: il testo licenziato al Senato rischia di ottenere l’effetto opposto, rivelandosi come un maldestro tentativo di limitare la libertà di espressione anche sul web.

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Per Charlie Hebdo insieme in Piazza Dante

"Dopo i fatti di terrorismo che hanno causato 12 morti al Charlie Hebdo di Parigi, siamo convinti  che la strada da proseguire sia quella dell'apertura e del confronto. Tutti gli atti terroristici hanno  sempre comportato restrizioni alle nostre libertà personali e collettive.
Ci ritroveremo quindi sabato 10 gennaio alle 17.00, in Piazza Dante, per commemorare, riflettere e confrontarci."

La manifestazione è indetta da Cgil Cisl e Uil, Arci e Radio Popolare Verona.

Noi siamo Charlie Hebdo

E’ di dodici morti il bilancio dell’assalto terroristico di mercoledì mattina contro la sede di Charlie Hebdo, a Parigi. Tra di essi nomi illustri di disegnatori come Wolinski, Tignous, Charb e Cabu.

Noi non siamo tra quelli che agitano i titoli come se fossero drappi rossi per i tori nell’arena. Prendiamo questo atto terroristico come un atto funzionale a mettere bavagli, a ridurre in silenzio chiunque osi pensarla in maniera diversa e magari anche irriverente.