Gianni Burato

Gianni Burato: Infedele fino alla fine

Che Verona fosse città popolata da persone beghine e bigotte lo si è sempre saputo e ribadito. Una città "moderata e benpensante" che vede con fastidio tutto ciò che devii, anche se minimamente, dal piccolo e banale pensiero dominante. Una città piccola e provinciale che esprime tutto questo ad ogni pié sospinto. Nei giorni scorsi Verona ha arricchito il proprio invidiabile palmarès con un'altra chicca. Mi riferisco alla censura applicata da L'Arena nei confronti di un necrologio. Qui di seguito troverete il testo originale ed in grassetto le parole censurate.

Non fiori ma da bere!

Molte le amiche e gli amici di Gianni che ieri dalle 15 alle 17 sono andati a salutarlo nella sala del commiato del cimitero monumentale. E tanti con una bottiglia di vino come Iaia Anita e Alessandro avevano chiesto in un necrologio che è girato solo grazie ai social network perchè il quotidiano veronese l'aveva censurato.

Grazie Gianni

Gianni Burato ci ha lasciato sabato mattina. Caloroso, curioso, ironico, sferzante e provocatore Gianni Burato lascia un'impronta indelebile nella storia della nostra città. Lo voglio ricordare come uno dei protagonisti principali di quella splendida stagione in cui Verona Infedele diede gran filo da torcere al malaffare beghino della politica e della curia veronese.

Recentemente fu protagonista delle iniziative a sostegno dei disegnatori della rivista Charlie Hebdò, trucidati a Parigi in gennaio.