In Yemen si muore andando a scuola

A Taiz, in Yemen, almeno 10 bambini sono stati uccisi e tre feriti in un bombardamento aereo mentre tornavano da scuola. Proprio in questi giorni, dopo cinque mesi di intensi negoziati, Medici senza frontiere è riuscita finalmente ad ottenere il permesso per portare forniture mediche salvavita in questa città assediata, dove la popolazione vive nell’incubo quotidiano dei bombardamenti e della mancanza di cibo, acqua e beni di prima necessità. In passato a Taiz c’erano venti ospedali per una popolazione di 600mila abitanti, ora solo sei sono in funzione e solo parzialmente. Medici senza frontiere fornisce assistenza medica a Taiz da maggio 2015 e ha curato più di 5mila feriti di guerra, ma negli ultimi mesi l’accesso alla città era stato impossibile.

Il capo progetto a Taiz è Michele Trainiti, originario di Udine (nella foto), racconta la sua esperienza dell’ultima settimana:  «Martedì 19 gennaio siamo arrivati nella zona di Al Hurair, nel quartiere di Al Houban a Taiz, dopo aver ricevuto una chiamata da un nostro contatto della zona: un attacco aereo aveva colpito alcuni bambini e un insegnante ed era necessario il nostro supporto per soccorrere i feriti. Ci siamo precipitati verso l’area, vicino alla linea del fronte che circonda la città di Taiz, per portare assistenza alle persone colpite. Secondo le madri di due bambine ferite e alcuni passanti, 10 bambini e un insegnante sono morti e 3 sono rimasti feriti nell’attacco, probabilmente diretto a un carro armato poco distante.

Una madre mi ha raccontato i bambini stavano tornando da scuola quando sono passati vicino a un carro armato e hanno sentito il fischio di una bomba che si stava avvicinando. C’è stata una grande esplosione e i bambini sono stati sollevati in aria. Sua figlia Aisha non ricorda altro. L’area è una linea del fronte pericolosa dove avvengono scontri pesanti e continui. Quando siamo arrivati, era una landa desolata senza costruzioni. Si vedeva solo un carro armato in fiamme, alcuni quaderni distrutti a terra e fogli dappertutto. Gli abitanti della zona hanno detto che i bambini feriti erano stati trasportati nell’ospedale di Al Rufai.

Sulla strada per l’ospedale abbiamo incontrato due famiglie su una moto con due bambine ferite che erano state dimesse dall’ospedale e tornavano verso casa. Le ragazze erano ancora coperte di sangue, avevano ferite da schegge per l’esplosione, stavano soffrendo e una di loro era in un visibile stato di shock. Abbiamo parlato con la famiglia e scoperto che i bambini non erano stati vaccinati contro il tetano, pertanto abbiamo deciso di indirizzarli verso l’ospedale di Msf per madri e bambini a Taiz. Le bambine hanno trascorso una notte in osservazione nel nostro ospedale e oggi abbiamo deciso di trasferirle nel Gulf Hospital che ha un buon servizio di chirurgia. Aisha (13 anni) ha una frattura al piede e necessita di un intervento chirurgico per interrompere l’emorragia  alla gamba sinistra, mentre Ashjan (7 anni) ha un grande corpo estraneo nel  ginocchio che sembra essere entrato attraverso la parte posteriore alta della coscia e necessita di una rimozione chirurgica. Entrambe le madri sono molto preoccupate per lo stato delle loro bambine. Un altro triste esempio di come i civili siano intrappolati nel bel mezzo di questa guerra indiscriminata».

Gli yemeniti che vivono in queste zone assediate densamente popolate raccontano che il cibo, l’acqua potabile e il carburante scarseggiano sempre di più e i prezzi dei beni essenziali sono enormemente aumentati. La città di Taiz viene bombardata su base quotidiana, e gli abitanti vivono con la paura dei cecchini, dei proiettili vaganti e dei colpi di mortaio, che vengono utilizzati indistintamente da entrambi i gruppi in conflitto. I feriti lottano per raggiungere cliniche e ospedali, a causa dei combattimenti, delle difficoltà a superare le linee del fronte e della mancanza di mezzi di trasporto a causa della carenza di carburante. In passato Taiz aveva 20 ospedali per la una popolazione di 600.000 abitanti; ora ne ha solo sei in funzione e solo parzialmente. L'assistenza sanitaria di base è principalmente fornita dal personale medico direttamente a casa delle persone.

In Yemen, Msf sta lavorando nei governatorati di Sa'ada, Aden, Sana'a, Al-Dhale ', Amran, Taiz, Hajj e Ibb. Dall'inizio del 2015, le équipe hanno ricevuto più di 88mila pazienti in pronto soccorso, trattato 20.539 ferite di guerra, effettuato più di 11mila interventi chirurgici, assistito più di 5mila parti e ricoverato più di 10mila tra adulti e bambini nei reparti ospedalieri.