Vino adulterato: sequestrate aziende agricole ed immobili nel veronese

Nei giorni scorsi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Verona hanno ottenuto un importante risultato nel contrasto alle frodi e sofisticazioni agroalimentari, con particolare riguardo al settore vitivinicolo.

L’indagine dei militari della Compagnia di Soave, che all’atto dell’avvio di un’attività di verifica aveva già consentito di pervenire al sequestro di un ingente quantitativo di grappa effettuato nei mesi scorsi presso un’azienda agricola di Tregnago (VR), ha portato alla individuazione di una ulteriore cantina vinicola riconducibile al medesimo soggetto che commercializzava vino “potenzialmente pericoloso per la salute”.

Nel corso delle prime ispezioni eseguite presso l’azienda agricola venivano sottoposti a sequestro - in data 10 Maggio 2016 - oltre 118.000 litri di prodotto vinoso giacente in cantina di dubbia “genuinità”, in quanto l’esame della documentazione fiscale e commerciale aveva permesso di rilevare che il titolare dell’azienda vinificava uve dichiarate distrutte, perché non conformi ai disciplinari previsti, ammuffite e, quindi, non commercializzabili. Pertanto, l’imprenditore veniva denunciato all’A.G. per adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari e frode nell’esercizio del commercio. Le successive ed accurate analisi di laboratorio confermavano l’ipotesi la “adulterazione” del prodotto sequestrato, evidenziando la presenza di sostanze nocive per la salute.

Le attività ispettive di natura fiscale eseguite nei confronti di entrambe le aziende riconducibili al medesimo imprenditore, consentivano di rilevare che lo stesso aveva evaso il fisco occultando ricavi per oltre 450.000 euro e non versando oltre 95.000 euro di IVA, utilizzando - nelle medesime aziende - anche 68 lavoratori completamente “in nero”. L’imprenditore, oltre alle violazioni di natura fiscale, veniva denunciato per i reati di “distruzione e deturpazione di bellezze naturali”, “lottizzazione abusiva”, “interventi su aree sottoposte a vincolo paesaggistico senza autorizzazione” e “gestione abusiva di deposito rifiuti”.

La Dott.ssa Livia Magri - G.I.P. del Tribunale di Verona, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, nei giorni scorsi ha emesso il decreto di “sequestro preventivo” dei beni nella disponibilità dell’imprenditore per i reati di “adulterazione di sostanze alimentari”, “commercio di sostanze alimentari nocive” e “frode in commercio”. I Finanzieri di Soave hanno, quindi, dato esecuzione al suddetto provvedimento, procedendo al sequestro di 3 aziende agricole, 71 terreni e 4 fabbricati nella disponibilità dell’indagato, per un valore complessivo di circa 1.460.000 euro.

L’assessore all’Agricoltura della  Regione Veneto Giuseppe Pan, congratulandosi con le forze dell'ordine ha dichiarato: “Apprendere in questi giorni di inizio vendemmia dell’operato fraudolento di imprenditori senza scrupoli non fa certo piacere, in particolare per tutti quegli operatori, associazioni, enti ed istituzioni, e tra questi la Regione, che stanno lavorando, con grande impegno e spirito di coesione, per migliorare la già alta qualità dei vini veneti e per potenziarne la promozione e la commercializzazione sui mercati esteri. Ma proprio per questo il lavoro della Guardia di Finanza e degli organismi di controllo in Veneto risulta particolarmente prezioso e apprezzato”.  

“In questi giorni l’Ispettorato centrale per il controllo di qualità dei prodotti agroalimentari – prosegue l’assessore -  ha divulgato i dati sull’attività di controllo svolta in Veneto nell’ultimo anno. Solo nel 2015 sono state quasi 3 mila le ditte agroalimentari controllate, 1249 i campioni prelevati, con l’esecuzione di sequestri per oltre un milione di euro di valore,  per metà eseguiti nel settore vitivinicolo. Il capillare lavoro di vigilanza e di controllo svolto dall’ICQRF, così come l’attenta vigilanza svolta dalla Guardia di finanzia, sono la migliore garanzia che i ‘furbetti del campo’ o ‘della cantina’ non fanno strada in Veneto. Chi acquista e consuma vini e alimenti ‘made in Veneto’ può stare tranquillo: le frodi non intaccano la qualità delle nostre filiere”.