VeronaFestival: venerdì 15 giugno a San Pietro in Cariano arriva il Trio Archè

Trio Archè

Reduce dall’incisione per Brilliant Classics dei trii con pianoforte di Marco Enrico Bossi, il Trio Archè esegue a San Pietro in Cariano i due meravigliosi trii di Mendelssohn

Trio Arché: Francesco Comisso (violino), Dario Destefano (violoncello), Francesco Cipolletta (pianoforte).

Venerdì 15 giugno 2018, San Pietro in Cariano (VR), Villa Giona, via Cengia_ore 21

Musica da camera protagonista al Verona FestivalVenerdì 15 giugno 2018 alle 21 presso Villa Giona a San Pietro in Cariano, toccherà al Trio Archè, alias Francesco Comisso (violino), Dario Destefano (violoncello) e Francesco Cipolletta (pianoforte), far risuonare i due trii di Felix Mendelssohn-Bartholdy op. 49 e op. 66, autentici capolavori di geometrica musicalità romantica, scritti avendo ben presente la lezione di Schubert.

Il trio, specialista nel repertorio cameristico romantico, ha appena inciso per Brilliant Classics “Bossi Piano Trios”, un unicum nel catalogo dell’etichetta olandese. Un omaggio a Marco Enrico Bossicompositore di spiccata personalità che a cavallo tra due secoli, 800 e 900, si fece interprete di una concezione musicale transnazionale e che, di fatto, inaugurò la grande produzione tardoromantica della musica da camera italiana, fino a lui praticamente inesistente.

Nato a Torino nel 2001 dall’incontro di tre affermati solisti, il Trio Archè intraprende fin da subito un percorso concertistico di levatura internazionale. Dario Destefano e Francesco Cipolletta con il violinista Massimo Marin prima, e con Francesco Comisso oggi, riconoscono in questa formazione una terra comune in cui il dialogo fra le parti scaturisce dal culto della forma e del suono. Il suono, principio generatore (in greco ἀρχή, archè) della musica, è quindi il punto di partenza e luogo d’incontro di questa formazione. Ed è attraverso la cultura del suono che da oltre quindici anni il Trio Archè si dedica sia alla grande letteratura cameristica composta per questa formazione, sia alla rivalutazione di quel tesoro nascosto che è il repertorio cameristico italiano, per secoli ottenebrato dal repertorio operistico. Alle composizioni dei grandi autori (Beethoven, Brahms, Schumann, Dvořák, Mendelssohn, Ravel e Šostakovič), il trio abbina con disinvoltura opere di compositori italiani come Bossi, Busoni, Casella, Martucci e Wolf-Ferrari. Il virtuosismo strumentale tipicamente italiano e l’esperienza concertistica internazionale dei tre interpreti si fondono in una lega forte e sincera.

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