Verona sud diventerà invivibile. Il futuro tragico della Fiera

Gli ultimi dieci anni di amministrazione Tosi ci hanno lasciato in eredità, solo a Verona sud, quasi 141.000 mq di aree commerciali e/o direzionali, escludendo le sedi di Unicredit e USSL, di fronte alla fiera.

Oltre a tutto questo sta per essere approvata la variante che permetterà l’insediamento di Ikea più Ikea Center alla Maragona, su un’area di 241.000 mq, che aumenterà il totale di commerciale e direzionale della zona a circa 382.000 mq.

Alcuni studi sul traffico hanno preventivato che solo Ikea e Ikea Center, potrebbero attirare circa 10.500.000 visitatori all’anno, pari a circa 4.500.000 automobili. Dividendo  per 365, avremo circa 29.000 visitatori e 12.300 automobili al giorno che andranno all’Ikea. A questi si dovranno aggiungere gli altri migliaia di utenti e di automobili  che si recheranno agli altri sette centri, dislocati tra Basso Acquar e viale delle Nazioni, oltre al Migross di Palazzina  e al supermercato Tosano in via Forte Tomba. Se a tutto questo aggiungiamo l’attrazione di pubblico e di automobili che producono le varie manifestazioni fieristiche, non è difficile ipotizzare un triste futuro per quelle zone. Già in coincidenza con il Vinitaly, il comandante della polizia municipale del comune di Verona aveva ipotizzato la possibilità di chiudere le scuole, per togliere almeno il traffico di quel settore.

Lo scenario che si prospetta sarà quello di colonne di automobili che intaseranno via Basso Acquar, via Tombetta, via Santa Teresa, Viale Piave, viale del Lavoro e tutte le altre arterie che percorrono quelle aree.  Zone che diventeranno invivibili per chiunque, vere e proprie camere a gas, con un tasso di inquinamento che metterà seriamente a repentaglio la salute di chi ci abita.

Voglio ricordare che a Verona sud mancano circa 700.000 mq dovuti dalle concessioni edilizie, dalle lottizzazioni, etc.

Inoltre,  una tale non pianificazione avrà effetti disastrosi sul futuro della fiera, una delle nostre maggiori eccellenze che, come l’ente lirico Arena e l’aeroporto Catullo, le amministrazioni Tosi hanno devastato. 

La zona della fiera avrebbe avuto la necessità di essere decongestionata e non aggravata di altro traffico.  Nel momento in cui si è deciso di lasciare la fiera nella sua sede attuale e di non spostarla per esempio alla Marangona, o in un’altra area più idonea, sarebbe stato necessario dotarla di spazi e di servizi adeguati per permetterle di essere competitiva con le altre sedi nazionali ed europee. Con la situazione urbanistica e viabilistica che si creerà da queste assurde scelte urbanistiche, è reale il rischio  di perdere  manifestazioni importanti come il Vinitaly.

Gli amministratori si giustificano con l’esigenza di fare cassa, ma quello che perderà la città di Verona dal punto di vista economico con il declassamento della fiera e con i costi che dovrà sostenere per tentare di risolvere gli irrisolvibili problemi di traffico e di inquinamento della zona, non saranno certo ammortizzati dagli oneri incassati dagli operatori privati. Tutti questi errori urbanistici, se di soli errori si tratta, dovranno  essere pagati in futuro dalla collettività in termini economici, sociali e della salute.

Giorgio Massignan
VeronaPolis