Verona Consiglio Comunale del 31 marzo 2017

Riceviamo, da Cristina Stevanoni, e pubblichiamo queste riflessioni/impressioni sul Consiglio Comunale di venerdì 31 marzo 2017.

Non ci ho dormito, e quindi può darsi che non ci azzecchi. Tuttavia, avendo ben presenti le carriere politiche e la caratura morale dei due maggiori implicati (sindaco pro tempore Tosi, e assessore Caleffi), ho l’impressione che ieri sera siano stati severamente e pubblicamente sbertucciati tutti i pidocchiosi e le pidocchiose che hanno osato contrastare il potere sovrano, facendo esercizio di libero pensiero con le Osservazioni alla variante 25.

Una volta di più, e soprattutto in questa sconnessa fase di fine mandato, è la parola scaturita dal pensiero che li mette in affanno. Io ricordo bene come furono trattate, nelle lunghe sedute del Consiglio,  le Osservazioni per la variante del Traforo. Fu tutta un’altra cosa (chiamo a testimoni, con questa mia, gli amici del Comitato). 

Adesso siamo alla ghigliottina, punto e basta. I consiglieri di maggioranza, servi muti di solito (in testa, i convitati di pietra che garantiscono i numeri alla maggioranza, Brunelli e Castelletti), ieri sera squittivano giulivi, evocando, più che l’Arsenale, la maggior gloria del loro padron Tosi. Ascoltate la registrazione della seduta, per credere.

Spero che qualcuno, dagli ex banchi della ex opposizione, o da dove vuole, metta il dito dentro questa piaga: quando le classi dirigenti fanno opera di sovversivismo, si deve pensare che Antonio Gramsci ha ragione, ancora una volta, dalla tomba dove giace, mentre noi siamo messi dalla parte del torto, e pure sepolti. Quando il silenzio è imposto per regio decreto, come ieri sera, e con la collaborazione di Ministri troppo zelanti, siamo dalle parti del cimitero verticale, tanto per individuare, dopo la maniera dittatoriale, anche il luogo di confino.

In tutto questo servo encomio, punteggiato da compunzione servile, ha fatto bene il consigliere Bertucco ad alzare forte la voce, sovrastando quella del sindaco pro tempore, in odore di terzo mandato, e incline a troppo rumorose e scomposte risate.

Può darsi invece, come ha rilevato il consigliere Ugoli del Pd, che sia utile, in certi sedi, mantenere toni pacati. Benissimo: ognuno scelga il metodo che vuole, purché sia un metodo. Sono ammessi anche i cori a bocca chiusa alla Butterfly, pur che la farfallina del dissenso prenda il volo.

Cristina Stevanoni

Foto Ennevi - Orchestra e Coro dell'Arena di Verona