Verona Amministrative 2017: ipotesi di alleanze

Il clima politico a Verona inizia a riscaldarsi. La temperatura del dibattito si sta alzando in modo inversamente proporzionale a quella climatica che tende al fresco autunnale. Non aiutano a rinfrescare il clima i silenzi assordanti della segreteria provinciale del P.D. e neppure le reazioni, i distinguo e gli interventi degli esponenti dei partiti e dei gruppi politici di sinistra.

Ben venga il dibattito, anche se duro e spigoloso, a patto che serva a chiarire i molti punti di divergenza e aiuti a scrivere un chiaro e determinato programma amministrativo. Ma la discussione verte soprattutto sulle differenze, presentate come inconciliabili, tra il P.D. e gli altri partiti e gruppi di sinistra.

Che le differenze esistano ed anche pesanti, non lo posso escludere; che sia necessario superarle, per tentare di organizzare un soggetto politico legato al territorio e senza simboli di partito, per tentare di vincere le elezioni amministrative è ancora più importante.

Perché senza simboli di partito? Perché a Verona, città conservatrice, solo con una forte e vera lista civica, espressione delle eccellenze locali, basata su un programma ben definito, si può sperare di vincere e di amministrare in modo coerente con i principi ed i valori espressi nel documento programmatico.

Avevo sperato che la temperatura del dibattito politico fosse stimolata dai temi più impellenti ed importanti che investono la nostra città; sui programmi di gestione; sul metodo di affrontare le elezioni e poi di rapportarsi con i cittadini. Invece no.

Il tema dominante riguarda le alleanze prima e dopo il ballottaggio, sempre che il P.D. arrivi al ballottaggio, le percentuali e i numeri delle passate elezioni. Di programmi, forse, se ne parlerà, ma in modo tale da non esporsi con posizioni troppo compromettenti...

E come se ne parlerà? Temo che durante la campagna elettorale assisteremo ad un florilegio di promesse e di progetti vaghi, ma di come, gli eventuali  vincitori o aspiranti tali, intenderanno veramente procedere, la città non lo saprà, se non a decisioni già prese nel chiuso delle segrete stanze del potere.

Basandosi sui dati delle ultime tornate elettorali,  la prossima giunta sarà leghista, o tosiano-D.P. Sarà comunque la continuazione dei dieci anni infelici che hanno ridotto una delle città più belle d’Italia ad una sorta di parco dei divertimenti.

A questo punto vorrei porre alcune domande al P.D., il partito più importante del centro sinistra:

1) come pensa di poter governare assieme agli esponenti del Partito del Fare? Si rendono conto i componenti della segreteria che i progetti che Tosi ha ostinatamente portato avanti per dieci anni sono l’esatto contrario di quello che servirebbe a Verona?

2) Il P.D., come potrà giustificare ai propri elettori  i progetti già realizzati dai nuovi compagni di giunta come: il taglio di centinaia di alberi alla Passalacqua per permettere ad una società privata di costruire negozi e appartamenti; il mancato auditorium ai Magazzini Generali in cambio di un centro alimentare di extra lusso; la cessione, per fare cassa, di palazzi storici pubblici; la vendita di una preziosa area di fronte alla fiera perché si realizzasse l’ennesimo grande super mercato; oltre a circa  430.000 mq di centri commerciali solo in ZAI;  l’abbandono di ogni seria politica sociale;  la totale mancanza di un programma culturale; la privatizzazione del patrimonio monumentale pubblico, come l’affitto del Teatro Romano per una “festa” privata;  la chiusura di logge, porticati e giardini pubblici  con cancellate di ferro; e mi fermo qui, ma ci sarebbe ancora tanto altro da scrivere.

3) Ma soprattutto, come faranno i consiglieri e gli assessori del P.D. accettare di proseguire con i vecchi progetti tosiani come il traforo della collina; la strada di Gronda che taglia la campagna del Chievo; il cimitero verticale; la copertura dell’Arena; la privatizzazione dell’Arsenale; ed ora anche l’ultima trovata di un sodale di Tosi, di celebrare la città dell’amore con una statua di Giulietta e forse di Romeo, alta cinquanta metri, da collocare sulle Torricelle.

4) E’ con questa gente, che in dieci anni non ha prodotto un serio programma urbanistico, culturale, sociale ed economico, ma che ha solo pensato a sfruttare gli spazi storici di Verona, a cementificare il territorio, ad affidare ai privati lo sviluppo della città ed a vendere i palazzi e gli edifici monumentali ricevuti in eredità, che il P.D. ritiene di poter governare?

O forse crede veramente che Tosi sia cambiato, che sia diventato un moderato e che possa condividere i programmi ed i principi, non dico della sinistra, ma almeno del centro sinistra? Se fosse così sarebbero dei pericolosi illusi.

I risultati di questo tipo di scelta la nostra città li ha già pagati quando il centro sinistra, alleandosi con la Sironi, non riuscì ad esprimere una vera politica progressista e aprì le porte al decennio tosiano.

Credo, purtroppo, che gli intendimenti della maggioranza che gestisce il P.D. in questo momento, siano gli stessi di allora, rivolti alla conquista del potere, senza preoccuparsi assieme a chi.

La conquista dell’amministrazione della città con le relative aziende partecipate, per questi dirigenti, vale più di tutti i programmi ed i metodi democratici di partecipazione dal basso della gestione della cosa pubblica e l’attuazione di una concreta politica trasparente e democratica.

In questo modo si perde l’occasione di costruire un soggetto politico che derivi direttamente dalla società e se anche non vincesse le prossime elezioni, contribuirebbe ad iniziare un processo di partecipazione amministrativa che coinvolga i cittadini, intesi come soggetto attivo e non come semplici e passivi elettori.

Agli amici che stanno cercando di aggregare le forze locali di sinistra su dei programmi amministrativi chiari e specifici, auspico di riuscirci. Soprattutto mi auguro che nessun gruppo politico intenda metterci il cappello, ma che invece si adoperino tutti generosamente alla costruzione di una vera lista civica, che non sia solo camuffata da tale, composta da persone per bene, competenti e dotate di buon senso, che se non potrà vincere le elezioni, almeno riuscirà a contrastare con energia chi le vincerà.

Mi appello ancora una volta ai cittadini di Cinque Stelle, perché rompano il loro isolamento e inizino a dialogare con le forze ed i gruppi politici che hanno i loro stessi obiettivi.

Giorgio Massignan
VeronaPolis