"Verona ai Veronesi" come "8 milioni di baionette"

Sul nostro territorio si aggira uno striscione, pronto ad essere portato ed esposto ovunque i possessori lo ritengano necessario. Si tratta di una sorta di riedizione del fascistissimo “otto milioni di baionette”.  Mi riferisco allo striscione "Verona ai Veronesi" che nelle ultime ore faceva bella mostra di sè anche nella manifestazione di Castel d'Azzano convocata contro il possibile arrivo di un gruppo di profughi. Questi ultimi avrebbero dovuto essere ospitati nell’Hotel Cristallo che la Prefettura avrebbe voluto porre sotto sequestro.

Alla manifestazione ha partecipato pure il sindaco Antonello Panuccio, in fondo al corteo con una “presenza silenziosa ma assordante”

La Questura parla di 500 partecipanti, gli organizzatori di mille. Tra questi qualche residente ed un gruppetto di Indipendentisti Veneti. Il gruppo più consistente è però quello che arriva da fuori, quello che L'Arena definisce "i giovani di Verona ai Veronesi". Giovani, scrive il giornale ma uno degli esponenti di spicco è quel Luca Castellini, neofascista di Forza Nuova, candidato sindaco nelle elezioni del 2012. Giovani allora, forse sì, ma anche neofascisti.

Anche in questo caso le parole hanno un senso ed il loro utilizzo fa capire meglio chi si muove.

Lo striscione è continuamente in tournee: da Tregnago a Pescantina, a Castel d’Azzano. Con lo striscione si muove pure il gruppetto di neofascisti che contribuisce a convocare manifestazioni e a fare numero.

In assenza di una risposta più seria e ponderata da parte delle istituzioni locali e centrali, la loro sembra essere l’unica voce ad emergere, quella del no e della protesta. Io temo che nell’immediato futuro la loro protesta possa portare buoni risultati anche in chiave elettorale.

A meno che un risveglio delle coscienze dei cittadini, magari anche stimolate da una sinistra finora troppo assente, non riesca a fermare una deriva sempre più di chiusura ed oscurantista.