Vendemmia: bene il Valpolicella, in sofferenza Bardolino, Soave e Pinot Grigio

Bene la vendemmia per il Valpolicella, in sofferenza Bardolino, Soave e Pinot grigio. Questo è il bilancio tracciato a raccolta dell’uva appena conclusa da Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Verona e Veneto.

A uscirne meglio è il vino Valpolicella, che ha sofferto meno le gelate e la calura estiva. “La Valpolicella ha avuto una stagione tutto sommato fortunata rispetto al resto del Veneto – ha sottolineato Marchesini – e la produzione alla fine è stata buona, con un lieve calo rispetto agli altri anni stimato tra il 5 e 10 per cento. I prezzi delle uve fresche sono stabili, da 1 a 1,20 euro, mentre le uve da appassimento vanno da 2,20 a 2,50 euro. Alla luce di questi dati possiamo dire con certezza che la Valpolicella rimane la denominazione a uve rosse più redditizia d’Italia”.

Per il Bardolino cali importanti di produzione, soprattutto per le gelate, stimati tra il 20-30 per cento. Prezzi delle uve: 50-60 centesimi. Per il Custoza calo di produzione del 10 per cento e prezzi costanti sui 40 centesimi, mentre per il Soave la riduzione è attorno al 20 per cento e leggero aumento dei prezzi, attorno ai 55-60 centesimi. “Il Pinot grigio delle Venezie ha avuto un calo importante, attorno al 30 per cento – fa presente Marchesini -, compensato però da un aumento dei prezzi del 30 per cento, dovuto soprattutto alla mancanza di prodotto. Oggi le uve valgono attorno ai 70 centesimi”.

Secondo Christian Marchesini i cali produttivi, dovuti anche alla siccità e all’aumento delle temperature medie, dovranno nei prossimi anni portare a un ripensamento degli impianti vitivinicoli, con un abbandono della forma di allevamento a Guyot e un ritorno alla pergola. “Il Guyot era stato introdotto negli anni Novanta del secolo scorso per favorire la meccanizzazione della raccolta, ma non ha prodotto grandi vantaggi perché, in casi come quello dell’Amarone, la raccolta va fatta comunque a mano. Non a caso – ha ribadito Marchesini - per tutta la provincia veronese i nostri antenati avevano prediletto il sistema a pergola che difende di più l’uva anche dalle gelate. E a questo sistema della tradizione dobbiamo tornare se vogliamo mantenere le nostre rese produttive”.