Uno spettacolo di Teatro Canzone per ricordare il sacrificio di tanti soldati

A dirlo non son buono, ma proverò a cantar

L'Amministrazione Comunale di Povegliano V.se ha voluto celebrare il Centenario della Grande Guerra scoprendo i nomi e i volti delle persone della comunità che hanno perso la vita nel conflitto. Ne è nato così un libro, curato da alcuni appassionati studiosi: “Soldati e caduti di Povegliano Veronese nella Grande Guerra”, con una scheda per ogni soldato non più tornato: sono perlopiù contadini o muratori, a volte giovanissimi, hanno perso la vita in battaglia o per malattie. Molti di loro sono morti in prigionia per fame e decadimento generale. Ricordiamo che l'Italia fu l'unica nazione a non mandare aiuti ai propri prigionieri di guerra in Germania, considerandoli alla stregua di traditori. 

Oltre al libro, alcuni eventi estivi sono stati dedicati alla conoscenza di quell'evento, l'ultimo sarà venerdì 28 agosto alle 21 al Parco di Villa Balladoro: un reading-concerto con canzoni degli anni della Grande Guerra a cura dell’Associazione teatrale “La Pocostabile” di Avesa – Verona , con la presenza di Enrico De Angelis, direttore artistico del club Tenco e profondo conoscitore della storia della musica italiana.

Si è cantata molto la Grande Guerra. Ma anche si è cantato durante la Grande Guerra. Nel senso che, nonostante tutto, nonostante la tragedia di un così imponente conflitto, dal 1914 al 1918 l’Italia non ha smesso di praticare la canzone in tutti i generi e tutti i contenuti in voga all’epoca, e pure quelli che proprio allora stavano spegnendosi o viceversa stavano formandosi. Erano infatti gli ultimi sgoccioli della Belle Epoque e con essa del cafè chantant, eppure partivano da li artisti cresciuti poi più a tutto tondo, veri e propri cantautori di grande spessore, come Armando Gill, Raffaele Viviani o Ettore Petrolini. Ed è addirittura la canzone italiana tout court che, sulle ceneri della romanza da salotto, nasce in quegli anni, in quanto fino ad allora coltivata solo nei vari orti del linguaggio dialettale, specie quello di Napoli. Si parla e si canta di tale repertorio coevo alla guerra ma estraneo alla guerra – almeno apparentemente – in questo excursus raccontato da Enrico de Angelis con numerosi esempi musicali interpretati da Ilaria Peretti e i suoi musicisti.

Sul palco con De Angelis: Alberto Misuri, chitarra; Ernesto da Silva, percussioni; Ilaria Peretti, voce; Giovanna Peretti e Rachele Tosco, cori; Laura Puiu, pianoforte; Beatrice Puiu, pianoforte.
Mario Manara Coreografie.
Interventi recitanti Compagnia “La Pocostabile” di Avesa – Verona.

L'evento è organizzato da Comune e Pro loco insieme al direttivo provinciale dei Fanti. L'ingresso è libero e gratuito.