Unione Camere Penali "Caro Grillo, prima di dare i numeri... te li diamo noi"

di Ristretti Orizzonti

Sul decreto svuota carceri il leader del Movimento 5 stelle Scrive ai vertici di Magistratura e Polizia oltre che all’Anm, attingendo alla peggiore cultura "manettara". L’Unione delle Camere Penali gli ricorda che i numeri gli danno torto.

Ai tanti che stanno protestando contro il decreto cosiddetto svuota-carceri definendolo "indulto mascherato" viene da rispondere che purtroppo non è così, anche se ci piacerebbe il contrario visto che l’Italia ha bisogno di amnistia ed indulto come il pane, per sfoltire le carceri e riportarle nei canoni di una minima civiltà, oltre che per evitare le pesanti condanne economiche che dal prossimo giugno la Corte Europea inizierà ad infliggerci.

Invece a Beppe Grillo che scrive ai vertici della magistratura e della polizia e, visto che è un uomo di mondo e sa chi comanda, anche al sindacato dei magistrati, per avvisarli che usciranno dal carcere mafiosi e stupratori e chissà chi altro, vorremmo esprimere il nostro dispiacere per non essere stati inclusi tra i destinatari.

Il dispiacere nasce da due considerazioni: così facendo Grillo dimostra di avere una idea delle cose di giustizia un tantino forcaiola, posto che evita di rivolgersi a chi si occupa della libertà delle persone mentre, per una volta, coccola quelli che sono deputati eventualmente a toglierla; in secondo luogo dimentica che i giuristi, e tra questi gli avvocati penalisti, potrebbero dargli qualche numero, inteso per una volta in senso statistico e non comico, che dimostra che i benefici penitenziari aiutano a prevenire la recidiva e dunque la sicurezza pubblica, non il contrario come demagogicamente sostiene, e fanno parte del nostro ordinamento da tempo.

Insomma i benefici penitenziari non sono un atto di debolezza della società, bensì un atto di forza, quella che ci viene dal rispetto della Costituzione e dei valori in essa contenuti, per i quali i parlamentari del movimento 5 stelle sostengono, crediamo anche con convinzione, di battersi. A questi ultimi, che abbiamo visto attenti e desiderosi di informarsi nel corso delle audizioni parlamentari, cui partecipa spesso l’Unione delle Camere Penali, suggeriamo di essere nella sostanza meno manichei del loro leader, di farsi un’idea interpellando tutti gli operatori che si occupano di carcere, e di non utilizzare in politica, per pura demagogia elettorale, la maschera del "manettaro" - che tanta fortuna ha avuto nell’avanspettacolo- per contrastare le leggi che potrebbero servire a limitare lo scandalo civile di un carcere disumano, quello per il quale l’Europa ci condanna.