Un'altra anteprima al Film Festival della Lessinia: ricordando Marcinelle

Domenica 21 agosto, alle 16, il ciclo di incontri Parole alte ricorda una delle pagine più nere della storia italiana ed europea: la tragedia di Marcinelle avvenuta la mattina dell'8 agosto del 1956 in un distretto carbonifero del Belgio. Morirono 262 minatori, 136 dei quali italiani, caduti per un banale accidente ed uccisi dall'imprevidenza premeditata, dalla mancanza di misure protettive, dalla disorganizzazione.  
Ispirata da La Catastròfa, libro scritto da Paolo Di Stefano, la cantante Etta Scollo ha composto l'omonimo oratorio musicale per canto, chitarra, voce narrante. Ad affiancarla sul palcoscenico del Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova l’attore Leonardo De Colle, che ha curato l’adattamento del testo, a dar melodia e voce alle testimonianze di vedove, orfani, sopravvissuti, soccorritori le cui vicende s'intrecciano con la ricostruzione giudiziaria dedotta da carte processuali ed interrogatori. 
A precedere l'evento è la presentazione del romanzo-verità (Sellerio 2011) alla presenza dell'autore. Dalle parole dei superstiti emerge il sentimento dell'abbandono: si sentirono orfani, della miniera e della patria: “Ma alla fine abbiamo mandato giù papà al cimitero, mentre noi abbiamo rimasto qui in Belgio e non ce l'ho mai domandato alla mamma, che ora ha novantasei anni, perché ha voluto prendere questa decisione di non muoversi più dal Belgio”.
Quello della Catastròfa, che significa incendio nell'espressione metà dialetto metà francese, è un dramma scivolato nel colpevole oblio al quale il Festival restituisce attenzione, facendo riaffiorare documenti. Ridando parola a minatori superstiti, amici, familiari, bambini dell'epoca. Testimonianze che riecheggiano tra i cunicoli arroventati della miniera incendiata, gli anfratti dove alcuni cercarono rifugio, dalla superficie tra i pianti, il frastuono dei soccorsi, le prime dichiarazioni, quindi l'inchiesta e l'inerzia della giustizia a parlare di tematiche ancora attuali: il lavoro, la dignità, la sicurezza, l'emigrazione, la patria, la giusta remunerazione. Parole-chiave che oggi, come allora, hanno bisogno di chiarezza. 
L'incontro è organizzato in collaborazione con l'Università degli studi di Verona.

Concorso. Prende il via alle 18, al Teatro Vittoria, la seconda giornata di proiezioni delle pellicole in concorso alla ventiduesima edizione della rassegna di Bosco. Esel – Asino (Austria 2016) di Rafael Haider racconta di un'anziana coppia di contadini per i quali l'unico aiuto nei lavori dei campi è dato da un asino, ormai stanco e malato. Solo quando arriva il momento di dirgli addio, i due comprendono l'affetto sincero che provano per il vecchio animale. È ambientato nel pittoresco paesaggio di Berchtesgaden, nelle Alpi Bavaresi, Cafè Waldluft (Germania 2016) di Matthias Koßmehl. Qui i pochi anziani turisti rimasti si trovano a convivere con i rifugiati ospitati da ogni parte del mondo: un incontro-scontro di culture, lingue ed usanze specchio di una società in cambiamento.
Alle 21 lo schermo si riaccende con una serie di cortometraggi. In Le barrage – La diga (Svizzera 2016), del regista Samuel Grandchamp, un viaggio lungamente promesso verso la diga più grande d'Europa, tra i monti svizzeri, anziché rafforzare il rapporto di comprensione tra padre e figlio segna una crepa nella loro relazione. Con Marco Piavoli, ne Il suono del mio passo (Italia 2016), si accede ai luoghi selvaggi e isolati della Val di Vesta, risalendo il fiume con una barca a remi. Tra corsi d'acqua, piccoli laghi, cave, slavine e boschi, lo spostamento fisico si trasforma in percorso interiore alla scoperta di se stessi. È ambientato nella natura anche Totems (Belgio 2016) di Paul Jadul. Da predatore, il boscaiolo diventa preda dell'enorme abete che ha appena abbattuto. Lo spirito che si risveglia in lui gli fa compiere una terribile metamorfosi che evoca le realtà totemiche della sua origine animale.
Ci si trasferisce in una remota cittadina turca con Çevirmen – L'interprete (Regno Unito 2015), di Emre Kayiş, luogo in cui trova rifugio Yusuf, giovane e timido ragazzo siriano. Il giorno che la giovane Amina gli dà, finalmente, un appuntamento al luna park scopre quanto può essere amaro essere giovani ed innocenti. Accompagna tra le terre alte del Kirghizistan Seide (Kirghizistan 2016) di Elnura Osmonalieva. La giovane Seide conduce una vita modesta ma gioiosa, grazie al rapporto speciale con il suo cavallo. Presto, però, le decisioni familiari metteranno in gioco la libertà della ragazza. A concludere la serata di cinema è Ailleurs – Altrove (Franca 2016) di Mélody Boulissière. Oppresso dalla febbre del consumatore, insoddisfatto da un viaggio caotico, consueto e scontato, un giovane sente il bisogno di lentezza. Trova la via della montagna e comincia a guardare altrove. 

Montagne italiane. Prosegue, alle 11, la programmazione della sezione Montagne italiane con Il cammino dell'Appia antica (Italia 2016) del regista Alessandro Scillitani. La storia di un viaggio, lungo la prima via di Roma, che ha ripercorso e restituito all'Italia l'antica Regina Viarum dopo decenni di incuria e depredazione. Tra i viaggiatori, il giornalista e scrittore Paolo Rumiz che ha tratto le note per il libro Appia.

Non solo cinema. La mattina del Festival inizia alle 9 del mattino con un'escursione guidata alla scoperta dei segreti del mondo sotterraneo, nel Covolo di Camposilvano e nella grotta dell'Arena, a cura dell'associazione “Amici del Museo Civico”. Per i più piccoli, alle 10 la Piazza del Festival ospita il laboratorio 5+ I tre capelli dell'orco. Giocando a fare teatro, i bambini rivivono l'avventura di un ragazzo che cerca di conquistare una principessa.

Ingresso alle proiezioni: 5 euro, ridotto bambini 3 euro. Biglietteria presso il Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona), in Piazza Marconi, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 23.
Per informazioni: 045 7050789, biglietteria@ffdl.it (prenotazione biglietti solo via email). Info: www.ffdl.it