Un'alternativa per Verona c'è

Nadir Welponer e Corrado Brigo hanno fatto bene ad intervenire sulle prossime elezioni amministrative di Verona perchè, sul tema, è quanto mai utile ed opportuno sviluppare il confronto ed il dibattito. Per non perdere tempo e fatica però è importante partire dalle cose fino ad ora chiare. La prima questione ormai evidente è che sta finalmente concludendo il suo mandato quella che si è dimostrata la peggiore amministrazione che la città abbia mai avuto. Tutti gli obiettivi programmatici anche quelli sostenuti con più determinazione sono, per fortuna, mancati. Per non ripetere cose note, in proposito, basta leggere il dossier scritto da Giorgio Massignan a cui c'è da aggiungere solo la riflessione relativa all'aumentato peso della malavita organizzata nella nostra città.

L'altra questione non più discutibile, piaccia o no, è la scelta assunta dal PD qualche settimana fa che si può così sintetizzare: al primo turno il PD si presenterà con un proprio candidato, ma al secondo turno, al fine di assicurarsi il possibile successo, guarderà al “centro” e cioè proprio verso il sindaco Tosi, già nelle grazie del premier Renzi a cui, con i suoi fedelissimi, assicura appoggio in Parlamento e verso il quale il PD locale ha già lanciato una ciambella di salvataggio durante le recenti crisi delle circoscrizioni. Già queste due considerazioni bastano per porre dei paletti insuperabili nel proseguo del confronto ed escludono in maniera categorica quello che, nel loro documento, Welponer e Brigo indicano come “compromesso per la città”.

Ma c'è di più. Siamo nel bel mezzo di uno scontro, non su temi marginali, ma bensì sullo stesso senso che diamo allo “stato” dal momento che ci stiamo scontrando addirittura sulla “deforma” costituzionale. Fino ad ottobre, cioè fino alla celebrazione del referendum confermativo, sarà questo il vero terreno del confronto politico. Inoltre, proprio in queste settimane, è iniziata la raccolta delle firme per l'abrogazione di parti sostanziali dell'Italicum, del Jobs act, della legge sulla scuola di Renzi e di alcune norme ambientali. Non occorre sottolineare che su questi temi lo scontro è principalmente proprio con il PD di Renzi che queste leggi ha voluto ed imposto anche a suon di voti di fiducia. E' da ricordare che se queste proposte termineranno entro settembre il loro iter propositivo, come è probabile oltre che possibile, saranno questioni sulle quali il corpo elettorale si dovrà esprimere proprio in concomitanza con le elezioni amministrative del prossimo anno. E sarebbe veramente curioso, oltre che inverosimile, scontrarsi su tali argomenti e poi presentarsi in alleanza per il governo della città.

Così anche l'ipotesi di “Alleanza Popolare” del documento Welponer Brigo risulta impraticabile. La mobilitazione di queste settimane però mette in evidenza e rende protagonista una parte non marginale della realtà veronese. Per la raccolta delle firme sono mobilitate importanti organizzazioni sindacali come la CGIL, organizzazioni politiche della sinistra assieme ad associazioni ambientaliste, comitati, gruppi di acquisto solidali ecc. Una parte cioè viva e sensibile di società che potrebbe rappresentare la vera novità all'interno del quadro politico più generale ed arrivare a costruire una proposta concreta e credibile di vera alternativa al quadro ingessato e bloccato a cui siamo abituati. E' proprio questo il lavoro più interessante e stimolante per un'idea di città aperta, solidale, inclusiva, rispettosa delle compatibilità ambientali, che dia risposte ai giovani, che sia attenta ai beni comuni, che favorisca i settori più deboli e non gli interessi speculativi, che indichi una prospettiva nuova e concreta di reale cambiamento ed in linea con le esperienze che si stanno realizzando in queste settimane in molte importanti città italiane come ad esempio Milano, Torino, Roma e Napoli.

Di certo la sfida non è facile, ma anzi diventa questo il terreno privilegiato sul quale lavorare, con impegno e dedizione, anche a Verona in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno perchè serve l'alternativa. L'esigenza, lo spazio ed i soggetti interessati ci sono. Occorre non sprecare l'occasione.

Fiorenzo Fasoli “Rifondazione Comunista” e Valentina Borasco “Possibile”