Ultima settimana di concerti al Cohen. Sabato 8 luglio la festa di chiusura estiva!

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Ultima settimana di concerti al Cohen, Via Scarsellini 9, 37123 Verona.

mercoledì 5 luglio ore 21.30 MAX MANFREDI live at Cohen
ingresso libero, prenotazioni whatsapp 3473234011

Max Manfredi, sulle scene da trent’anni, è cantautore, scrittore, uomo di teatro. Fabrizio De André, che ha voluto cantare una sua canzone nel disco “Max”, disse di lui: “è il migliore di tutti“. Secondo Roberto Vecchioni è “uno che non posso nemmeno limitare con il termine di cantautore“.
Max ha pubblicato sei dischi e quattro libri e vinto numerosissimi premi e targhe (fra cui una targa Tenco per il miglior disco dell’anno, “Luna persa”, nel 2008) ma più che tutto questo, a presentarlo sono le sue canzoni. L’originalità indiscussa del suo linguaggio poetico e musicale lo ha reso oggetto di studi e tesi universitarie. Svolge la sua attività in Italia e all’estero. Vive nel quartiere di Sturla, a Genova, città dov’è nato.

Trasversale, imprendibile sotto un’etichetta, vagabondo dalla musica al teatro, dalla letteratura alla didattica, Max Manfredi è un artigiano di musica e parole, ma anche uno dei pochissimi artisti della canzone che vale la pena di conoscere e amare oggi.
Sulla scena da oltre vent’anni, Max Manfredi racconta di viaggi, climi, città e metropoli, storie d’amore e di disincanto, prende a schiaffi e carezze, evoca scene meridiane o crepuscolari in cui per riconoscersi basta un minimo di abbandono, e lo fa accompagnato da musicisti provenienti da esperienze disparate, eccezionali per tecnica e passione. Una musica onnivora, meteoropatica. Una presenza magnetica sul palco. Un poeta della scena che, per lucidità ironica e potere visionario non ha eguali oggi in Italia.
 

venerdì 7 luglio ore 21.30 ANDY WHITE live at Cohen
Un grandissimo onore ospitare uno dei songwriters irlandesi più ispirati della sua generazione con uno speciale concerto acustico chitarra e voce.

Ingresso: 10€ prima consumazione inclusa
Prenotazioni tavoli whatsapp: 3473234011

In circa trent’anni di carriera il cantautore irlandese Andy White (nato e cresciuto a Belfast ma da diverso tempo residente a Melbourne, Australia) si è saputo costruire un nutrito e fedele seguito di appassionati sparsi in tutto il mondo grazie alla sua capacità di fondere folk e pop con una rara sensibilità poetica. HOW THINGS ARE è il suo undicesimo album in studio e, probabilmente, quello dai contenuti più intimamente personali di tutta la sua produzione. Sarà distribuito in Italia da Goodfellas a partire dal 10 gennaio e contiene una manciata di canzoni provenienti dagli anfratti più profondi del cuore. Mai reticente nel raccontare le situazioni difficili, HOW THINGS ARE è stato concepito e realizzato alla fine di un matrimonio durato quindici anni, per rispondere alla fatidica domanda “Come vanno le cose?”. Raccontando con sguardo lucido e ottimistico un momento così intimamente difficile e doloroso, Andy è riuscito a creare un album vigoroso e positivo, pieno di promesse e di grandi canzoni come forse non si ascoltavano da lui dai tempi di Teenage (1996) A partire dal suo hit single 'Religious Persuasion' e dall’acclamatisismo album di debutto ‘Rave On Andy White’ (1986), Andy si è reso protagonista di un’illustre carriera nel corso della quale è stato insignito di tutti i più prestigiosi riconoscimenti in patria, ha collaborato con i più illustri nomi della musica irlandese (Sinead O’Connor, Donal Lunny, Van Morrison) e ha scritto canzoni assieme a gente come Peter Gabriel (‘Whole Thing’), Stephen Fearing e i fratelli Neil e Tim Finn dei Crowded House. Fu proprio Tim Finn a portare Andy in Australia quando (assieme a Liam O’Maonlai degli Hothouse Flowers) diedero vita al fortunato progetto in trio ALT. Dall’esordio di Rave On fino a Songwriter (2009) Andy White ha pubblicato dieci album in studio, alcune compilation di brani inediti e dal vivo, due libri di poesie e, nel 2011, 21st Century Troubadour, un romanzo/diario sulla propria vita “on the road” accompagnato da un omonimo doppio CD. Registrato interamente nel proprio studio The Growlery assieme al figlio Sebastian alla batteria e con un’intera sezione archi suonata dall’unica violinista Domini Forster, lo stile spazia da un vigoroso rock a quadretti acustici dal tocco più soavemente impressionistico: “Scrivere queste canzoni”, racconta Andy, “è stato il mio modo di reagire. Tutte le canzoni sono piuttosto intense, ma non raccontano tutte una storia triste. L’amore a prima vista? Sì, quel momento alla Giulietta e Romeo esiste davvero. I so quanto sia stato fortunato che mi sia accaduto. Foss’anche per una volta sola, è meraviglioso”. Le reazioni della stampa britannica e irlandese sono state unanimi: il valore di quest’album è innegabile. Andy ha messo il suo genio letterario in queste canzoni e gli arrangiamenti hanno suscitato accostamenti al Dylan più classico (‘The Closest Thing To Heaven’), McCartney (‘You Got Me At Hello’), REM (‘Driftin’’), Van Morrison (‘Separation Street’). Senza dimenticare John Lennon, addirittura citato nella traccia conclusiva ‘Who Said We’re Gonna Get Another Lennon’. “How Things Are è, al tempo stesso, ricordo e commiato di un tempo che non c’è più. Un ulteriore ‘Street Scenes From My Heart’. È anche la fine di qualcosa: è il primo capitolo”. (ANDY WHITE)

 

SABATO 8 LUGLIO ORE 21.30 BAYOU MOONSHINERS live @ Cohen
in collaborazione con A-Z Blues
e festa di chiusura estiva (aiutateci a finire i fusti!!) Prenotazioni tavoli whatsapp: 3473234011

Quasi sul gong del 2016, arriva una delle migliori produzioni di Blues italiano dell’anno. I Bayou Moonshiners sono Stephanie Ghizzoni (voce, rullante con spazzole, washboard e kazoo) e Max Lazzarin (voce e piano), due artisti leader-band, provenienti da esperienze musicali differenti ma con un denominatore comune: l’amore per la città di New Orleans. Un amore dettato dai colori, profumi, odori e suoni evocatori di quella tipica atmosfera surreale che solo chi ha assaporato e vissuto nelle strade e quartieri di “Nola” può ben capire. E così Max e Stephanie, da una vita separatamente presenti sui palchi di settore più importanti d’Italia, Svizzera, Austria e Germania, con questo “Living Live” stringono ora un’alleanza, celebrando quel luogo dove tutto sembra possibile, un luogo con una tradizione unica e ricchissima di contaminazioni, decisi e determinati nel voler creare un ponte tra Italia e Louisiana. I Bayou Moonshiners interpretano e scrivono alla grande, passando con agilità dal blues al ragtime, dal soul al gospel, toccando insomma la miglior “New Orleans e Mardi Gras Music”. Nel CD “Living Live” si possono ascoltare freschissime e ballabili interpretazioni di Jelly Roll Morton (“Big time woman”), Fats Domino (“I just can’t get New Orleans off my mind”) ed Hank Williams (“Jambalaya”), una coinvolgente “I’m glad salvation is free” di Mahalia Jackson, fino ad un’intima e toccante versione a due voci di “Amazing grace”, senza tralasciare gli interessanti brani originali “Don’t believe me” e “Tell me more”. Tutto il resto non potrà che aggiungerlo il pubblico che ascoltando questo disco, così come in un loro spettacolo dal vivo, non riuscirà a rimanere fermo sulla sedia senza battere mani e piedi.

SABATO 8 LUGLIO IL COHEN CHIUDE PER L'ESTATE E RITORNA SABATO 26 AGOSTO CON UN GRANDE CONCERTO: 
Tim Arnold, GRANDE SOGWRITER INGLESE, IN ESCLUSIVA PER VERONA.  
http://timarnold.co.uk/