Tibet e ritorno. Filosofie dell'altezza al Film Festival della Lessinia

Quale distanza di pensiero ci separa dal mondo lontano del Tibet? È possibile immaginare, da qui, una filosofia dell’altezza? Sono alcuni interrogativi ai quali si cercherà di rispondere, mercoledì 26 agosto, al Film Festival della Lessinia.
Con questo appuntamento la rassegna cinematografica di Bosco Chiesanuova (Verona) inizia quest’anno la collaborazione con l’Università degli Studi di Verona che diventa partner degli incontri con l'autore Parole alte.
Ospite, alle 17 in Sala Olimpica, la filosofa Adriana Cavarero a dialogare con Giuseppe Sandrini, docente di letteratura italiana di Ateneo, e Aldo Ottaviani, fotografo. Oggi sono gli animatori delle edizioni Alba Pratalia, ma negli anni Ottanta i due veronesi affrontarono un viaggio nelle regioni tibetane, visitando i monasteri buddisti e arrivando all’eremo di Rongbuk ai piedi dell’Everest. Esperienza indimenticabile che, trent'anni dopo, raccontano nel loro ultimo libro Tibet e ritorno, con l’aiuto delle fotografie scattate con la grande fotocamera a banco ottico che portarono avventurosamente con sé, dividendola nello zaino. A introdurre l'incontro è Andrea Rodighiero.   

Evento speciale. Di altezza si parla anche nell'evento speciale sui vulcani, alle 18, con la proiezione di Maurice et Katia Kraff. Au rythme de la terre - Maurice et Katia Kraff. Al ritmo della terra (91', Francia 1995) di Maryse Bergonzat, nella giuria internazionale del Film Festival. I due (esploratori, cineasti, studiosi) ci portano sull’orlo dei crateri, dove pare di sentire l’odore di zolfo, la grandine dei lapilli, il calore della lava fumante. Impressionante e vero, come la morte dei protagonisti: soffocati da una nuvola di gas sulle pendici del vulcano Unzen che stavano esplorando, in Giappone. 

Concorso. Alle 21 al Teatro Vittoria è in programma, per la sezione Concorso, la visione di Alexandre, fils de berger – Alexandre, figlio di pastore (69', Francia 2014) di Anne ed Erik Lapied. È la storia del pastore dodicenne Alexandre che vive in alpeggio in compagnia del cane Trace e del suo gregge, condividendo la montagna con marmotte, camosci, linci, lupi. È con il padre che vive il rapporto più intenso. Nel paesaggio grandioso delle Alpi Francesi, tra i due c’è grande complicità. Ma il ragazzo ha un sogno: condurre da solo la sua mandria. A seguire Coming of age – Diventare grandi (62', Sud Africa 2015) di Teboho Edkins, girato sulle montagne del Lesotho, in Sud Africa. Inconsueti paesaggi innevati fanno da sfondo alla semplice vita di quattro ragazzi, nel villaggio di pastori di Ha Sakeke. La spensieratezza della gioventù deve presto lasciar spazio alle difficili decisioni per il futuro. 

Montagne italiane. Prosegue la programmazione di film della sezione Montagne italiane con The tin hat (15', Italia e Germania 2014) di Giuseppe Boccassini. «In ogni battaglia i primi a essere soggiogati sono gli occhi»: da questo assunto di Tacito parte il regista per una rielaborazione ottico-visiva di riprese amatoriali in 8 e 35 mm evocanti scene di guerra. A seguire Il mattino sorge a est (93', Italia 2014) di Stefano Tagliaferri. Ambientato nella primavera del 1895, narra del ricco e strafottente Menàl che giunge in Val Gerola con la speranza di trovare una donna. Porta con sé un consistente gruzzolo di denaro e un gruppo di muratori prepara un piano per derubarlo. Girato interamente a Premana, il film è interpretato in dialetto da attori e attrici del paese. Entrambi i registi sono presenti in sala a incontrare il pubblico del Festival.

Esperienza in cantina. Alle 10 visita guidata alla Cantina Bertani di Grezzana, con assaggio di vini. Partenza alle 10, con mezzi propri, dalla Piazza del Festival. Iscrizioni all'Ufficio informazioni di Bosco Chiesanuova (telefono 393 8953923).

Laboratori. Inizia alle 10 il laboratorio alla scoperta del modo di vivere dell’uomo preistorico attraverso la scheggiatura delle pietre laviche e l’accensione del fuoco. L'iniziativa, per i più piccoli, è a cura di Alberto Castagna e Germano Piccoli del Museo Geopaleontologico di Camposilvano e di Sant’Anna d’Alfaedo. Iscrizioni al numero 393 8953923.

Musica. Alle 23 la notte del Festival si popola per il concerto (a ingresso libero) del trio For the good time. La band, diretta da Max Lazzarin, ispira il suo sound alle atmosfere della moderna New Orleans music, eseguendo sia brani propri che grandi classici reinterpretati. Un itinerario musicale lungo le strade più celebri della black music: un’andata e ritorno dalla Louisiana alla Lessinia.