Testamento biologico, ovvero la politica e il mondo reale

Si apre oggi alla Camera la discussione generale sul testamento biologico, una delle leggi di civiltà che ancora mancano al nostro Paese.

E’ la prima volta nella storia della nostra Repubblica che un legge in tal senso entra in Aula, nonostante negli anni la società civile abbia dimostrato la necessità e l’urgenza di regolamentare questo ambito.
La proposta di legge s’intitola Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento. Non si parla di eutanasia né di suicidio assistito  e neanche di sedazione palliativa profonda e continua, una tecnica molto utilizzata che consente al paziente di entrare in un sonno profondo e arrivare alla morte senza sofferenza.

In questo fine settimana a Verona, dopo quattro sedute andate a vuoto, è finalmente stata votata la mozione per l'istituzione del Registro comunale sul Testamento Biologico promossa dal consigliere della Lista Tosi Giorgio Pasetto, di area liberal radicale, insieme a esponenti della maggioranze e della minoranza. La mozione è stata bocciata con 16 no, 13 sì, un astenuto e sette assenti,  dividendo il Consiglio comunale e i vari gruppi. La nota positiva è che almeno questa volta si sia arrivati alla votazione. Il coordinatore del circolo Uaar (Unione atei agnostici e razionalisti) di Verona  ha espresso la sua personale delusione e quella dell’Uaar: «Nel nostro Paese la laicità è, purtroppo, ancora ben lungi dall’essere una realtà e un valore comunemente accettato, nonostante la Chiesa stessa abbia dimostrato, almeno per quanto riguarda il biotestamento, una certa apertura, e cito i casi di papa Wojtyla e del cardinal Martini». «I cittadini veronesi», conclude, «continueranno dunque a depositare le proprie Dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario, note come “testamento biologico”, negli studi notarili. Ma la politica, se vuole essere veramente laica, dovrebbe quanto prima prenderne atto».

Per citare Campedelli, oggi la politica ne prende atto, anche se in questo caso si prevede una lunga e non facile discussione.

TESTAMENTO BIOLOGICO
È quello in discussione alla Camera. Sono le volontà in materia di cure mediche (anche nutrimento e idratazione) che un paziente, da cosciente, dichiara immaginando di trovarsi in una condizione in cui gli è preclusa la possibilità di scelta. Se applicate queste disposizioni porterebbero portare al distacco di un paziente dalle macchine e quindi alla morte. Si tratta di una procedure che viene anche definita “eutanasia passiva”.  

SUICIDIO ASSISTITO
È la possibilità per un paziente malato, dopo un colloquio e una prescrizione medica, di accedere a un trattamento (solitamente un farmaco) che metta fine alla propria vita. È quanto avvenuto a dj Fabo in Svizzera. Il paziente che accede a questa pratica è cosciente (perché deve assumere o attivare personalmente la procedura) e non necessariamente si trova in fin di vita.  

EUTANASIA
È l’interruzione della vita di un paziente provocata da un intervento da parte di un medico (solitamente mediante la somministrazione di un farmaco), per questo motivo si parla di “eutanasia attiva”. A seconda della legislazione può avere confini e protocolli differenti.