Tener-a-Mente - Festival del Vittoriale -Gino Paoli & Danilo Rea

Sabato, 20 Luglio, 2013 - da 21:15 a 23:15

sabato 20 luglio 2013 - ore 21.15

Gino Paoli e Danilo Rea

Due come noi che...

Anfiteatro del Vittoriale

Festival del Vittoriale tener-a-mente

Via Vittoriale, 12 - 25083 Gardone Riviera, Lago di Garda
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Infoline +39 0365 20072 mobile +39 340 1392446 (apertura del botteghino 13 maggio)

Questo disco, come tutte le mie cose, non l’ho cercato. È successo”.

Due come noi che…”, ovvero: cronaca di un’alchimia annunciata. Perché sono ormai un po’ di anni che Gino Paoli e Danilo Rea, quando incrociano le loro storie, regalano scambi irripetibili. Solo piano e voce, solo Danilo e Gino, solo la loro capacità di inseguirsi, di smarcarsi e ritrovarsi su una strada che è quella di alcune delle canzoni più belle del nostro patrimonio.

Si parte con “Perduti” pezzo che Paoli incise nel 2000, un “elogio della lentezza della scansione temporale che permette di accorgersi delle cose, il contrario di come si vive adesso”, e ci si inoltra del dialogo fra Gino e Danilo con “Vivere Ancora” che Paoli scrisse per la colonna sonora di “Prima della Rivoluzione” di Bernardo Bertolucci (1964), “Averti addosso”, “La Gatta”, “Come si fa”. Gino fa visita agli amici di una vita, a quei genovesi che impropriamente si indicano con il nome di “scuola”, “non lo sono mai stati, eravamo straordinarie individualità”. Ed ecco quindi “Canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De André, “Vedrai vedrai” di Luigi Tenco, un assolo di Rea sul tema di “Bocca di Rosa”, e “Se tu sapessi” di Bruno Lauzi. “Ho scelto questi pezzi perché sono canzoni che avrei potuto scrivere io”, spiega Gino. “Pezzi che amo, che sento miei. C’è anche una dimostrazione di affetto per Luigi, per Bruno, Umberto e per Fabrizio che fanno parte della mia vita. “Vedrai Vedrai” è una canzone speciale. Luigi l’ha scritta per sua madre con cui aveva un rapporto diverso dal solito. Io per esempio, quando stavo costruendo la casa in Toscana, sul podere di mio nonno pensavo: chissà come sarebbe orgoglioso di me che faccio questa cosa. Un uomo ha un rapporto con genitori che inizialmente è di opposizione alla prima autorità, poi vorresti che loro fossero orgogliosi di quello che sei riuscito a fare. In quella canzone di Luigi c’è quello. Il rimpianto di non riuscire a dire a tua madre: guarda cosa ho fatto”. Seduto al pianoforte, anche in questo viaggio, Danilo Rea. “Il sogno della mia vita – dice Rea – è sempre stato improvvisare in musica, raccontare cioè tutte le emozioni che per me, con le parole, è sempre stato difficile esprimere. Ho cercato queste emozioni nelle note, nei silenzi, nel pianissimo e nel fortissimo, nella bellezza del suono e nella solitudine di uno strumento unico come il Pianoforte”. In “Due come noi che…” le emozioni raddoppiano, le storie di Gino e Danilo s’intrecciano, sovrapponendosi nella totale reciproca fiducia si cercano e, d'improvviso, si trovano creando una forza comune che tende ad un’unica meta: la Musica. “Colei che ha accompagnato e commosso l'uomo dalla sua comparsa sulla Terra ad oggi, dai primi ritmi alle armonie, fino alle meravigliose melodie che dall’animo umano sono scaturite – aggiunge Danilo. “Ecco perché ogni concerto è diverso, suoniamo esattamente ciò che proviamo in quel momento, a volte bene, a volte male, ma siamo noi”. “Quella fra me e Danilo – continua Gino – è un’intesa difficile da spiegare a chi non è un musicista. Io faccio delle cose, cambiando delle regole e lui nello stesso momento mi segue come se mi leggesse nella testa. Di questa cosa si è accorto anche Aldo Mercurio, mio manager e amico, che ci ha spinto a fare concerti insieme ed ora a registrare l’album”. Fra le canzoni meno note al grande pubblico che Paoli ha scelto di inserire nel disco c’è “Fingere di te”, del 2004: “L’ho scritta per un mio grande amore, una signora che ho conosciuto già vecchia. No, non si trattava di una passione erotica. Ci sono amori che, poiché non hanno nulla a che fare con il sesso, sono più amori degli altri. Il sesso complica l’amore, non lo facilita”. Oltre ai grandi classici della carriera di Gino Paoli anche brani più recenti, che raccontano storie di pochi minuti, come “La Falena”. “Era il periodo in cui mollai tutto per andare a vivere con mio padre che era stato colpito da un’ischemia celebrale. Vivevo giornate tremende. Una sera a Pegli sono uscito da solo e sono entrato in un night di ultima categoria. Dentro c’era una ballerina (chiamiamola così) che aveva qualcosa di luminoso dentro, con lei un piccolo buttafuori sardo, perdutamente innamorato. È una storia di amore e di morte a cui sono molto legato”.

Gino Paoli, uno dei cantautori che ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana. L'autore di "Senza fine", "Sapore di sale", “La gatta”. Originario di Monfalcone, è a Genova, dove si è trasferito da bambino, che Gino Paoli - dopo aver fatto il facchino, il grafico pubblicitario e il pittore - debutta come cantante da balera, per poi formare un band musicale con gli amici Luigi Tenco e Bruno Lauzi. Quando la gloriosa casa discografica Ricordi, che aveva tenuto a battesimo Bellini e Donizetti, Verdi e Puccini, decise di estendere la propria attività alla musica leggera, scritturò questo cantante dalla strana voce miagolante oggi riconosciuto come uno dei più grandi rappresentanti della musica leggera italiana degli anni sessanta e settanta. Ha scritto e interpretato brani quali “Il cielo in una stanza”, “La gatta”, “Senza fine”, “Sapore di sale”, “Una lunga storia d'amore”, “Quattro amici”; ha partecipato a numerose edizioni del Festival di Sanremo; ha collaborato con numerosi colleghi alla realizzazione di album e di singoli di successo; ha composto musiche per colonne sonore di film. 

Danilo Rea riesce ad attirare l’attenzione degli ascoltatori soprattutto grazie alla grande versatilità e all’apertura musicale. Dopo gli studi di pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e l’esperienza come musicista nel mondo del progressive rock, Danilo debutta nel mondo del jazz con il “Trio di Roma” nel 1975, raggiungendo la notorietà internazionale. Inoltre la sua musica è ricca di sorprendenti momenti di improvvisazione di grande lirismo che gli sono valsi l’accostamento al grande Keith Jarrett. Tuttavia, a differenza della star americana, Rea trae la propria ispirazione dalla tradizione musicale della sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano, piuttosto che dal “Great American Songbook”. E quindi non sorprende che in Italia venga considerato come il grande poeta tra i musicisti di jazz e che sia diventato famoso suonando con molti cantautori e cantanti come Claudio Baglioni, Domenico Modugno, Gianni Morandi, Pino Daniele e Mina.