Tapiro rosa alla Cristanini di Rivoli Veronese

Il Tapiro 2016 per la peggior pubblicità lesiva della dignità delle donne è pronto ad essere consegnato sabato 5 novembre alle 11.30 ai giardini di piazza Bra, lato Gran Guardia. "Purtroppo" la vincitrice della statuetta laccata rosa è la Cristanini di Rivoli Veronese, per il messaggio pubblicitario che, ancor prima di arrivare a comunicarci il prodotto in questione – un macchinario per il diserbo –, ritrae una modella in bikini e tacco vertiginoso intenta nell’impresa di sistemare il proprio giardino a bordo piscina. «Un annuncio nel quale il legame del corpo della donna con il prodotto è, neanche a dirlo, inesistente» spiegano le ideatrici del Tapiro rosa come Elisa La Paglia, consigliera comunale Pd, le rappresentati di Telefono Rosa Verona e dell’associazione Isolina e…, la docente di filosofia politica Olivia Guaraldo, l’attivista Laura Sebastio e le tante donne impegnate in prima linea contro l’utilizzo dei tanti stereotipi di genere veicolati dai mass media e non solo.

«Si tratta dell’ennesima pubblicità che sfrutta il corpo femminile per fini commerciali – spiega il collettivo –. Oggetto di desiderio capace di carpire l’attenzione dei lettori maschi, principali target dell’annuncio, il corpo delle donne viene così ancora una volta oggettivato e messo in posa in modo provocante ma anche grottesco, vista l’improbabile accoppiata tacchi alti/lavori di giardinaggio. Riteniamo questa pubblicità offensiva per le donne in quanto non rappresenta una possibile donna “reale” intenta a diserbare il vialetto di casa, ma si serve di un’immagine stereotipata che riproduce e veicola un messaggio sessista e misogino».

È stato ormai riconosciuto al livello di politiche europee il legame tra violenza sulle donne e immagini di questo tipo in quanto attingono all’immaginario, ancora radicato nella nostra cultura, della donna-oggetto che si può comprare, possedere, picchiare, distruggere. «Ci auguriamo una rettifica delle scelte in materia di comunicazione commerciale da parte della ditta in questione, e una maggiore sensibilità anche da parte del nostro quotidiano cittadino (ndr, il quotidiano L'Arena ha pubblicato la pubblicità in questione) nella scelta degli annunci pubblicitari». Tre anni fa con la consegna del tapiro rosa allo staff di Chesini funzionò: l’azienda storica di Veronetta cambiò la pubblicità, tornando alle foto di bici invece che di donne in tutine in lattice. L’augurio è che la Cristanini faccia lo stesso.

Nel frattempo il caso è stato segnalato allo IAP (istituto autodisciplina pubblicitaria), che prevede, in seguito a un protocollo d’intesa con il Dipartimento Pari Opportunità, il monitoraggio e eventualmente l’ingiunzione di desistenza in casi di comunicazione lesiva della dignità della donna.

Per saperne di più: la risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2013 sull’eliminazione degli stereotipi di genere