The Tallest Man on Earth - Roma 13.02.16 - Live Report

13/02/2016 Roma Teatro Quirinetta.

Un inverno mite come questo a Roma non si vedeva da molto tempo..Così, questo sabato, per me e Daniele, fotografo della serata, è stato facile lasciar casa alle spalle e riversarsi nelle storiche strade romane del centro. Proprio in centro a due passi dalla Fontana di Trevi, si trova il Quirinetta, storico teatro romano, location ideale e sufficientemente raccolta per ospitare lo svedese Kristian Matsson, conosciuto ormai come The Tallest man on Earth. Il nome sembra quasi inappropriato quando lo si vede on Stage, magro e tutt’altro che alto!

Di elevata raffinatezza e poetica invece è la sua musica, che subito si rivela di forte matrice Dylaniana a tratti simile al solitario Nick Drake. Dopo aver conquistato gli Stati Uniti e il resto del mondo, ci regala ora un tour invernale Italiano di 3 tappe inclusa questa romana. Nel tour presenta il suo ultimo ed ambizioso album Dark Bird is Home che a differenza dei precedenti, incentrati sui suoi Solo con chitarra, aggiunge chitarre elettriche, vocalist, effetti elettronici e strumenti classici…Insomma tutto il necessario per immergersi in atmosfere inaspettate. Il teatro è tutto esaurito, molte persone non riescono più ad entrare. Ma ecco che con una canzone a tutto volume del connazionale Håkan hellström, Kristian irrompe sullo stage con il gruppo, regalando il primo di tanti sorrisi..Menestrello saltellante, simpatico e non scontato.

La poesia dei suoi testi accompagna il pubblico in una serata al di là delle aspettative. Se prima eravamo abituati a lui e la sua chitarra, ora l’esperienza è completa e il viaggio in cui ci vuol accompagnare, è servito. Mai noioso, sempre in movimento, la sua voglia di trasmettere il messaggio melodioso è chiara e penetrante..

Dopo tre canzoni, il palco si svuota dalla band e Kristian, con la sua chitarra, ripercorre la sua carriera di fingerpicking e songwriter..e come tale richiedeva ad ogni canzone il silenzio e l’ascolto dei testi, avvicinandosi al pubblico per incontrare gli sguardi attenti e rapiti..Ma come poter star zitti quando il fascino della sua melodia fanno cantare a squarcia gola? Sempre ricurvo sulla sua chitarra, con lui un tutt’uno, abbraccia note e parole che solo i più grandi del Folk anni ’60 hanno saputo donare..Ma di diverso da allora c’è il fatto che Kristian riesce a trasformare il concerto in evento danzante ed allegro, grazie anche alla sua marcata mimica..Soffre, ride con i testi delle sue canzoni e gli sguardi che offre ad ognuno di noi! La lunga serata rimarrà un monito per chi credeva di annoiarsi di fronte ad un One Man Guitar Solo.

Da rivedere!

Claudia Di Marzo - Foto: Daniele Mauro