Steve Hackett Genesis Revisited 2013 World Tour, Teatro Romano 21/07/2013

"Ho visto la luce". Così recitava John Belushi nel film The Blues Brothers, ed è quello che mi è capitato domenica sera al Teatro Romano di Verona assistendo al concerto di Steve Hackett. Pieno all'inverosimile per sentire e vedere l'unico membro dei Genesis a continuare la diffusione del rock progressivo .Il concerto inizia con Whatcher of the Skies (Foxtrot 1972) e prosegue con Dancing with Moonlit Knight (Selling England by the Pound 1973). Alla prima strofa del cantante Nad Sylvan, che cerca con l'abbigliamento e il timbro di voce di emulare Gabriel, tutto il teatro canta con lui a significare quanto i Genesis siano entrati nel cuore delle persone. Hackett ripercorre tutta la discografia dei Genesis, in cui lui ha dato il suo contributo dal 1971 al 1977. Da Nursery Cryme dove subentrò a Anthony Phillips, a Wind & Wuthering. Hackett è contornato da musicisti sopraffini dal batterista Gary O'Toole, ottima voce, al tastierista Roger King, al sassofonista e flautista Rob Townsend, e il bassista Lee Pomeroy e alla cantante chitarrista Amanda Lehmann. Amanda interpreta il brano Shadow of the Hierophant (Voyage of the Acolyte 1975) e un duetto con chitarra acustica tra lei e Hackett, Ripples ( A Trick of the Tail 1976). Un brano perfetto, nel silenzio del teatro con il sottofondo della chitarra di Hackett e la voce rassicurante di Amanda, si sentiva il mormorio del fiume Adige e se ne potevano immaginare le increspature dell'acqua (Ripples).
Il tempo vola via, siamo alla fine del concerto, ma il pubblico pretende ancora di sognare e Steve Hackett lo accontenta.  Parte Firth of Fifth (Selling England by the Pound 1973) in questo brano l'assolo di Hackett è considerato uno dei più celebri degli anni settanta. La conclusione spetta al pezzo Los Endos (A Trick of the Tail 1976). Alla fine una standing ovation inchioda Hackett e la sua Band sul palco per diversi minuti, il pubblico dona quel pathos che ha ricevuto durante il concerto. La rivisitazione che Hackett fà dei Genesis, inevitabilmente apre il libro dei ricordi. La mente corre nel lontano nove Aprile del millenovecentosettantadue, io non avevo ancora compiuto i diciotto anni, i Genesis suonarono al Lem di San Martino Buon Albergo. A pensarci non ci si crede, il tempo non è passato inutilmente il Progressive è vivo e vegeto. Grazie Steve.