Stasera Vinicio Capossela a Festareggio: contest chiuso, scopri il vincitore

Vince due biglietti per il concerto di Vinicio Capossela a Festareggio sabato 3 Settembre:

LAURA BASSI

Contest per altri concerti di Festareggio a questo link: http://www.radiopopolareverona.com/old/?q=content/vinci-festareggio-2016

Vinicio Capossela a Festareggio

Sabato 3 settembre Arena Spettacoli Madiba, ore 22 Apertura cancelli ore 19:30 Aftershow con Jahspora Crew, special guest K-Smile

Ingresso 26 euro (biglietti disponibili su TicketoneBooking Show, Ciao TicketsTicketland e Vivaticket)

Non ha bisogno di presentazioni Vinicio Capossela, che sabato 3 settembre arriva a Festareggio per quella che sarà l’unica data estiva in Emilia Romagna del suo tour, “Polvere”: un’occasione unica per ascoltare dal vivo i pezzi dell’ultimo disco “Canzoni della Cupa”, uscito a inizio maggio ed entrato direttamente al primo posto della classifica dei dischi più venduti della settimana Top Of The Music FIMI/GFK. Le atmosfere saranno quelle stralunate e sognanti cui Capossela ha da tempo abituato il suo pubblico. “La sostanza della Polvere – dice lo stesso Capossela – sarà di timbri forti, marcati e netti che uniscano in forma di quadri, anzi di stasimi, come nella tragedia greca, i blocchi di cui è costituita la materia emotiva del concerto: e cioè l’ancestrale, l’arcaico, il folk, la serenata, la ballata, la frontiera, la fiesta y feria, e la mitologia”. Tante le collaborazioni al disco, che ha visto la partecipazione di artisti internazionali del calibri de Calexico, Flaco Jimenez, Howe Gelb e Los Lobos, e il coinvolgimento di voci e strumenti espressione della migliore musica popolare italiana, come Giovanna Marini e la Banda della Posta. Il risultato è un doppio album che affonda le sue radici in un mondo folclorico, rurale e mitico, che raccontano le storie raccolte dal musicista in giro per il mondo e che catapulteranno gli spettatori del Campovolo verso altri lidi, dal Sud dell’Italia e dal Sud Ovest degli Stati Uniti, alle terre di mezzo ai confini del Messico.

Cantautore, poeta, scrittore e fantasmagorico entertainer, Vinicio Capossela (Hannover, 1965) ha debuttato nel 1990 sotto l’egida di Renzo Fantini (Paolo Conte, Francesco Guccini) con il disco “All’una e trentacinque circa”, che gli vale la Targa Tenco, premio che gli verrà attribuito altre tre volte negli anni successivi.

Se sono i primi dischi “pre-biografici”, come “Modì” (1992) e “Camera a sud” (1994), a confermarne il talento in Italia e all’estero – è del 1995 un prestigioso sold out al Theatre de la Ville di Parigi – con “Il ballo di San Vito” (1996) arriva il primo deragliamento musicale: fanfare macedoni e la chitarra di Marc Ribot si fondono in una musica che vive di riferimenti e rimandi immaginifici e al tempo stesso più personali. “Coliche di immaginazione” le definisce lo stesso Capossela, che approfitta di un “never ending tour” di due anni circa per realizzare nel 1998 il suo primo album dal vivo, intitolato “Liveinvolvo” e realizzato con la complicità di Neat Veliov e della sua Kocani Orkestar.

Importanti, in questo primo periodo della sua carriera, anche le incursioni nel mondo del teatro, dove lavora con la compagnia di Paolo Rossi a spettacoli come “Pop e rebelot” (1993) e “Milanin Milanon” (1994). Sempre con Paolo Rossi, Capossela farà il suo debutto televisivo nel programma “Scatafascio” (1997-1998), per il quale firma il brano omonimo.

Dall’album “Canzoni a Manovella” (2000) in poi Capossela rivolge la sua attenzione a temi più universali, spesso ispirati alla grande letteratura, da Melville a Céline a Dante a Omero, mentre la sua attività concertistica, in Italia e all’estero, è sempre più tesa alla rappresentazione dell’opera in forma di spettacolo e a radicarsi al tempo stesso in una serie di eventi unici senza repliche. Non mancano poi nel curriculum di Capossela gli appuntamenti fissi, come i Concerti per le Feste che si svolgono puntualmente ogni anno dal 1998 al 2013 nei giorni di Natale al Fuori Orario di Taneto di Gattatico (RE). La passione per il progenitore ortodosso di Santa Klaus e la favola del Natale ha visto inoltre Capossela, nell’arco di un decennio, realizzare ben tre radioracconti a tema natalizio, “Canto di Natale” (2001), “I cerini di Santo Nicola” (2008) e “Il gigante e il mago” (2009).

Nel 2003, dopo due anni di intensa attività concertistica, arriva L’indispensabile, la prima raccolta di successi contenente anche la sua prima cover di sempre, “Si è spento il sole” di Adriano Celentano. I lavori successivi, “Ovunque Proteggi” (2006), “Da Solo” (2008) e “Marinai Profeti e Balene” (2011) oltre ad incarnarsi in spettacoli di grande successo, forniscono lo spunto per una documentazione filmata, come nel caso dei due live “Nel niente sotto il sole” (2007) e “Solo show” (2009).

Accanto ai progetti discografici Capossela lavora anche a progetti inediti, come quello realizzato nel 2007 con il violoncellista Mario Brunello in occasione del “Genio Fiorentino” e dedicato alle “Rime” di Michelangelo intitolato “Fuggite, amanti, amor”.

Radio, scrittura, cinema, sono spesso confluiti nel percorso artistico di Vinicio Capossela, segno distintivo di un artista che da sempre non considera ma, anzi, travalica le barriere esistenti tra le diverse arti: è del 2004 il suo primo romanzo, “Non si muore tutte le mattine”, da cui trae uno spettacolo di teatro d’ombre e le Radiocapitolazioni trasmesse da Radio 3. Nel 2009 pubblica sempre per Feltrinelli “In clandestinità” con l’amico-poeta Vincenzo Costantino “Cinaski”. Il libro è diventato un reading che i due hanno presentato in tutta Italia dove, al posto del palcoscenico c’è un ring, un giudice, un pianoforte e loro due in scena per un improbabile quanto realistico incontro di boxe, dove parole e canzoni sostituiscono i pugni. Alla Grecia e al rebetiko, “più che una musica, un modo di vivere”, dedica invece il disco “Rebetiko Gimnastas” (2012), il film “Indebito” (2013) girato insieme al regista Andrea Segre, presentato in anteprima al festival di Locarno e proiettato al cinema con enorme consenso di pubblico e critica, e il libro “Tefteri”, taccuino dei conti in sospeso (2013), pubblicato da Il Saggiatore.

Nell’estate del 2013 Capossela è stato impegnato in diversi progetti: ha presentato un nuovo spettacolo nello stupefacente scenario di Villa Adriana, “Il Carnevale degli Animali e altre bestie d’amore”, che lo ha visto protagonista insieme al Trio Amadei ed ai solisti della Vianiner Philarmoniker, spettacolo replicato anche l’estate successiva al prestigioso Ravenna Festival e in altri contesti. Sempre nel 2013 debutta come produttore per il disco “Primo Ballo” della Banda della Posta, un album di musiche per sposalizi con cui si esibisce in un tour di più di cinquanta date. Sul tema dello sposalizio, inoltre, incentra la prima edizione del Calitri Sponz Fest (2013), un festival da lui ideato e di cui è direttore artistico. Il festival viene riproposto anche nell’estate del 2014 con il tema “Mi sono sognato il treno” e nell’estate 2015 con il tema “Le vie dei muli i sentieri dei miti”.

Nell’aprile del 2015 Feltrinelli pubblica il suo quarto libro, “Il paese dei Coppoloni”, candidato al Premio Strega, che porta in dote un documentario-viatico prodotto da LaEffe per la regia di Stefano Obino intitolato Vinicio Capossela – Nel paese dei Coppoloni, presentato al cinema nel gennaio 2016. A maggio dello stesso anno è uscito il suo ultimo lavoro “Canzoni della Cupa” composto da due lati, Polvere e Ombra, espressioni di un mondo folcloristico, rurale e mitico.