Servizio Asili Nido: dall’efficienza al caos!

Continua lo stato di agitazione presso i nidi comunali di Verona indetto dalle segreterie provinciali di CSA, CUB, DICCAP, UGL e UIL FLP.

Nella mattinata di Giovedì 15 settembre si terrà presso la Prefettura l’incontro per espletare il tentativo di conciliazione.

In attesa di tale occasione, oggi martedì 13 settembre, in occasione dell’inaugurazione ufficiale dell’anno educativo, nell’incontro dedicato alle educatrici dei nidi e alle insegnati di scuola materna comunale che si terrà presso la Gran Guardia, verrà distribuito il volantino, riportato integralmente qui sotto, che cerca di fare il punto della situazione.

Si rimane strabiliati dall’esito della trattativa, che ha portato alla mancata firma di un accordo da parte della sigla sindacale che lo aveva promosso e sollecitato in tutti i modi. Il sindacato confederale che ha avviato questa vicenda alla fine non ha firmato la concertazione positiva, mettendo in dubbio la correttezza di quanto fatto dal 1992 ad oggi e preferendo avere le mani libere per proprie future vertenze tanto sbandierate ma dall'esito quanto mai incerto. Un vero capolavoro!

La situazione che si è creata così nel Servizio Nidi va vista, alla luce dei recenti avvenimenti, sotto due aspetti: quello della politica sindacale (che forse non interessa le lavoratrici) e quello più strettamente legato al servizio stesso, alla sua efficienza e vivibilità. In verità i due aspetti sono collegati e in un certo senso due facce della stessa medaglia. Sono stati inanellati una serie di errori che è difficile veder tutti concentrati in un colpo solo.

Primo errore: intrasindacale: non si prende – a nostro parere - un’iniziativa di questo tenore in un ente complesso come il Comune di Verona senza averla ‘concertata’ (parola che va tanto di moda) con tutte o la maggioranza dei sindacati presenti. Una sigla confederale invece ha messo tutti, lavoratori e sindacati, davanti al fatto compiuto, scatenando la reazione delle lavoratrici che hanno letteralmente ‘cercato’ altri referenti sindacali.

Secondo errore. Questo è più tecnico. Perché buttare a mare un vecchio Protocollo (firmato a suo tempo anche dalla sigla che lo ha affossato) che era più garantista, come era ed è certamente l’Accordo del 1992? Non vi è dubbio che detto Accordo poteva e, forse, doveva essere riformato, ma era fondamentale rimanere all’interno della sua cornice giuridico-contrattuale, appunto perché più garantista. Si sarebbe ‘contrattato’ (con obbligo della stipula di un accordo) e non semplicemente ‘concertato’, come è invece accaduto, con l’esito paradossale che sappiamo. Mah!

Terzo errore: psicologico. Chi ha agito così non ha dimostrato alcun tatto nei confronti delle lavoratrici. Queste appartengono ad un settore che era praticamente sconosciuto al tavolo sindacale. Per anni, fino alla primavera scorsa, non si è mai avuto a che fare (sindacalmente parlando) col Servizio Nidi. Si trattava di un mondo ‘chiuso’, certamente con i suoi problemi (eccome!) ma che però non erano affatto, o solo parzialmente, quelli che ci hanno appassionato in questi mesi. Questa mancanza di tatto fa sì che ora quel ‘vecchio’ mondo non esista più e che la spaccatura tra le educatrici appaia insanabile. Ottimo risultato!

Quarto errore. Il documento. Non è affatto chiaro e, dove lo è, appare oggettivamente peggiorativo rispetto al passato. (1) Il pranzo con i piccoli per un’applicazione pedissequa del CCNL del 2000, è una innovazione assurda e peggiorativa per la stragrande maggioranza dei nidi. La Dirigente però ha affermato in trattativa che non cambia nulla, che tutto ‘gattopardescamente’ rimane come prima! Se questa è la sensibilità giuridica della Dott.ssa Pasqualin non ci si sente affatto tranquilli. Si deve stare alla lettera del testo, e la lettera è ben diversa da quanto disciplinato nel 1992. (2) Scompare dall’orizzonte l’istituto della ‘gestione sociale’ che era, per la sua estensibilità ed anche – se si vuole - ambiguità, di gran lunga migliore di quanto introdotto dal CCNL del 2000. È un paradosso, ma 190 ore di ‘attività integrative/aggiornamento’ (CCNL 2000) sono un peggioramento rispetto a 234 di ‘gestione sociale’ (DPR 1990)! Il lavoro di mezzora come ‘gestione sociale’ non è affatto lo stesso di mezzora come ‘attività integrative’. Sono due istituti ben diversi, simili ma non uguali! In questo caso più che alla quantità si deve anche tener conto della ‘qualità’ dell’attività. (3) I rientri infrasettimanali per le attività integrative aumenteranno rispetto al passato, raggiungendo forse la media di un rientro a settimana. È possibile infatti che l’educatrice se ne stia al nido dal mattino al tardo pomeriggio almeno una volta alla settimana. Quale ricaduta avrà questa innovazione (peggiorativa) sulla vita individuale e familiare delle educatrici? E su quella lavorativa? Il giorno dopo quel tour de force, come si riprenderà il lavoro con i piccoli? (4) Si è perso per strada la disciplina inerente al cosiddetto burnout’ (stress da lavoro correlato) che invece era contemplato nel 1992 e poi riconfermato in un accordo del 2004, oggi come non mai attuale, in considerazione dell’età elevata delle educatrici. (5) Il capitolo ferie/giorni di disponibilità non è chiaro per nulla. Che succederà? Non è dato di sapere. Dal protocollo non si comprende. Altra grande vittoria sindacale! (6) Sono emersi invece molte zone ‘opache’ all’attività sindacale, che erano (loro sì) degne di attenzione, come a) la assoluta arbitrarietà dei trasferimenti (mobilità interna) ad nutum delle coordinatrici, b) l’utilizzo improprio di strumenti personali in un’ottica di sempre più articolata burocratizzazione del servizio, c) la modifica della struttura stesse delle sezioni dei piccoli senza che il sindacato non sia mai stato minimamente coinvolto pe verificarne la ricaduta sulle lavoratrici. ecc.

Ce n’è più che a sufficienza per essere agitati!

Segreterie Provinciali
UIL FPL – CSA – DICCAP – CUB – UGL Enti Locali