Sempre meno alberi fiancheggiano le nostre strade. La posizione del WWF

Si continuano ad eliminare gli alberi che fiancheggiano le nostre strade. Recentemente ne sono stati tagliati parecchi lungo la strada che va da Peschiera a Verona.
Il codice della strada prescrive: "La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare per impiantare alberi lateralmente alla strada, non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile per ciascun tipo di essenza a completamento del ciclo vegetativo e comunque non inferiore a 6 m".
Perciò se si volesse piantare un platano o un tiglio bisognerebbe stare a oltre i 30 metri dal ciglio stradale!
Pubblichiamo la presa di posizione del WWF su questo argomento.

I filari di alberi lungo le strade sono destinati a sparire?

E così un altro pezzo del nostro paesaggio se ne è andato! Ci sono stati tolti altri 120 grandi platani che crescevano lungo la Strada Statale 11 (ora Strada Regionale), nei comuni di Sona e Bussolengo. Leggendo i giornali veniamo a sapere che erano stati ritenuti pericolosi per chi ci transitava a fianco. Se ne stavano lì, immobili e in bella vista, da oltre un secolo, ma «costituivano un pericolo per la pubblica incolumità», come ha spiegato il presidente di Veneto Strade. Gli alberi sono diventati una grande responsabilità per chi deve occuparsi delle strade italiane, se succede un incidente si rischiano pesanti accuse e, come è già successo, condanne confermate in Cassazione. La soluzione più veloce è quella di spostarli altrove ... dopo averli tagliati a pezzi. Così stiamo perdendo non solo quel che rimane del paesaggio padano ma anche pezzi di storia e di cultura. Le alberature stradali mitigano il clima, riducono il rumore del traffico, e assorbono sostanze inquinanti. Producono ossigeno e danno ospitalità a molte forme di vita. I francesi, già nel ‘700, avevano emanato leggi e regolamenti per l’alberatura delle strade principali e, nonostante l’opinione espressa da Stendhal*, anche in Italia, fino alla metà del XX secolo, si favoriva la costituzione di filari di alberi lungo le strade statali, ma anche lungo le prime tratte autostradali. Poi arriva il boom economico, le automobili diventano sempre più numerose, vogliamo andare più veloci, non abbiamo bisogno dell’ombra perché c’è l’aria condizionata e le nostre belle piante diventano un impiccio. Ci si può sbattere contro e «possono perdere pezzi e rami in ogni momento». Nascondono i cartelli stradali, i cartelli pubblicitari, le insegne di negozi e ristoranti, di fabbriche e supermercati. In molti casi fanno ombra alle coltivazioni delle nostre “eccellenze alimentari”. Se non si trovano sufficienti scuse per segarli, si trovano metodi per farli morire. Nel 1992 arriva infine la riforma del Codice Stradale e, di seguito, le sentenze della magistratura a carico dei responsabili delle manutenzioni stradali: gli alberi sono pericolosi! Ci chiediamo se è giusto che sia il codice della strada a determinare le caratteristiche del Paesaggio Italiano! Lungo le strade extraurbane, tutti i tipi di strada, gli alberi devono stare a distanza di sicurezza, quelli presenti prima del 1992 possono restare ma non possono essere piantate nuove piante se non a distanze troppo elevate. Così, anno dopo anno, vedremo inesorabilmente diminuire il numero dei grandi, spesso magnifici, alberi che un tempo segnavano il paesaggio padano. Finché il codice stradale rimane così questa prospettiva sarà inevitabile, ma si dovrebbe cercare di limitare i danni prendendosi cura con attenzione di questo patrimonio storico. Spesso gli alberi non sono in condizioni ottimali a causa di azioni umane: potature non corrette, danni provocati alla corteccia e alle radici, uso di sostanze chimiche nei loro pressi e altro ancora. È importante quindi la prevenzione: l’ente che gestisce strade alberate dovrebbe fare periodiche ispezioni per controllarne la salute e intervenire rapidamente quando si trovasse una pianta in sofferenza. Le attuali metodologie fitosanitarie consentirebbero, se applicate tempestivamente, di salvare la maggior parte degli alberi. La manutenzione adeguata degli alberi ha un costo, che deve essere riconosciuto e sostenuto dalla comunità così come avviene per qualsiasi manufatto di importanza storica o architettonica. Per questo abbiamo scritto a Veneto Strade, in primo luogo per chiedere la prevenzione e la cura delle piante in “non ottime condizioni”, ma anche per fare la seguente proposta. Veneto Strade dovrebbe cercare di piantare nuovi alberi e siepi in tutte le aree di sua pertinenza che siano adatte allo scopo. Ci sono, ad esempio, quei terreni marginali che rimangono inutilizzati quando si costruiscono le nuove grandi strade o i vari raccordi. Un intervento di questo tipo è stato recentemente attuato lungo la “Nuova Grezzanella” nei comuni di Villafranca di Verona e Povegliano Veronese. Ci sono anche le aree all’interno di alcuni grandi svincoli dove, al posto dei prati che vengono regolarmente falciati, ci potrebbero stare, senza intralci alla circolazione, dei piccoli boschi che, oltretutto, richiederebbero una minore manutenzione.

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