Rufus Wainwright: tanta bellezza per la prima di Rumors. 2 Giugno - Teatro Romano (VR)

RW

"There is no world without Verona walls
But purgatory, torture, hell itself.
Hence “banishèd” is banished from the world,
And world’s exile is death...”
Romeo e Giulietta - Atto 3, Scena 3 - William Shakespeare

Giunge quest’anno alla sua quarta edizione Rumors Festival-ilazioni vocali, manifestazione nata con l’intento di portare a Verona, all’interno della magnifica cornice del Teatro Romano, una proposta culturale d’avanguardia di rilevanza nazionale ed internazionale.

William Shakespeare e David Bowie sono due figure cardine a cui idealmente volge il pensiero questa quarta edizione. Il primo, in occasione  del ricorrere dei 400 anni dalla morte, viene omaggiato dalla città che ha contribuito a rendere celebre nel mondo, con la programmazione dell’estate teatrale veronese 2016, a lui in gran parte dedicata. Il secondo è stato ricordato in apertura di serata da Elisabetta Fadini, direttrice artistica di Rumors, a pochi mesi dalla sua scomparsa che ha lasciato un vuoto incolmabile, dischi e canzoni indimenticabili, tra cui l’ultimo fondamentale tassello “Blackstar”, capolavoro e regalo irricambiabile.

Il protagonista del primo appuntamento di Rumors, giovedì 2 giugno, è stato il cantautore canadese Rufus Wainwright, grande performer, compositore sopraffino, con una voce che lascia senza fiato, capace di portare in scena ogni volta tutta la sua classe, dando vita a show intimi e vibranti.

Arriva a Verona dopo la pubblicazione di “Take all my loves – 9 Shakespeare Sonnets”, brani ispirati ai sonetti di Shakespeare, musicati e reinterpretati dall’artista canadese, con la partecipazione nella versione di studio di Carrie Fisher, William Shatner, Florence Welch e la cantante d’opera Anna Prohaska. Un disco che è ennesima conferma della sua capacità di muoversi su terreni sonori che esulano dalla musica pop, nonché testimonianza del suo amore per il teatro. Proprio per questo nuovo album la città di Verona ha voluto conferirgli un riconoscimento ufficiale.

Il cuore dello spettacolo non sono stati però i sonetti del Bardo, ma un’altra importante figura, quella di Judy Garland. Rufus Wainwright sul palco veronese ha proposto infatti un estratto dello show intitolato “Intimate Judy”, rielaborato encore del suo personale omaggio, già portato in scena dieci anni fa con “Rufus Does Judy at Carnegie Hall”, e che rivivrà di nuovo su quel prestigioso palco i prossimi 16 e 17 giugno. Ad accompagnarlo al piano, nei passaggi dedicati a Judy, il pianista Mark Hummel, musicista molto noto nell’ambiente di Broadway. Gli estratti proposti da “Intimate Judy” sono stati commoventi e hanno evidenziato la sensibilità e le doti vocali di questo straordinario artista, in grado con la sua voce, di dare un’interpretazione profonda e sentita ad alcuni dei brani che hanno reso celebre la figura di Judy Garland negli Stati Uniti e nel mondo, riproposti con una consapevolezza rinnovata rispetto all’esordio con questo repertorio.

Uno spettacolo intimo che si è sviluppato su una scaletta che ben ha alternato i momenti “Intimate Judy” ai suoi celebri brani pop, nei quali riesce ad esprimere le sue diverse anime, racchiudendovi all'interno tutte le sue passioni e influeze, in una combo unica nel suo genere: testi intrisi di allusioni all'opera, alla letteratura, alla cultura pop, sin anche alla politica, armonie raffinate e complesse, stile che sa di altri tempi, ma che si manifesta come profondamente vicino.

Alternandosi tra il piano e la chitarra acustica ha intonato alcune delle sue composizione più note, con una selezione da best of con “Cigarettes and chocolate milk”, “Grey gardens” o “Poses”, o ancora la sua famosa interpretazione di “Hallelujah” di Leonard Cohen e “la scandalosa” “Gay Messiah”, “Vibrate” o la struggente “Going to a town”.

Un concerto emozionante ed irresistibile, durante il quale si sono alternati momenti sospesi a simpatici siparietti con il pubblico, espressioni della genialità dell’artista e della simpatia dell’uomo. Uno show per lo più in solo, a dimostrazione che per tenere alta la tensione emotiva a volte non servono sovrastrutture e riprova che la bellezza non richiede spettacolarizzazioni per manifestarsi.
 

Sarà stato forse il tempo incerto, o la concomitanza con il concerto in Arena di Renato Zero, o perché Verona nonostante gli sforzi rimane una piazza poco ricettiva o forse semplicemente perché come diceva Arnold Schonberg “Se è arte non è per tutti, e se è per tutti non è arte”, fatto sta che molte sedute del Teatro Romano sono rimaste vuote.

La prossima data italiana di Rufus Wainwright è in programma per il 28 luglio a Napoli. Ospite “speciale” sarà Emma Marrone. Occhio che lì… per come gira in Italia, il sold out è dietro l’angolo!

 

Rumors-ilazioni vocali continua con altri due appuntamenti in programma al Teatro Romano:

Jack Savoretti, 17 giugno
Nerì Marcorè con Gnu Quartet, 18 giugno

Articolo a cura di Giulia Galvani.