Romeo e Giulietta di Zard solo l'amore può cambiare il mondo

a cura di Chiara Agnoli

Debutto a Verona il 2 ottobre 2013 della trasposizione dell'opera di Shakespeare Romeo & Giulietta, (rappresentata per la prima volta nel 2001 a Parigi), voluta da David Zard con la regia di Giuliano Peparini.
Lo spettacolo visto in Arena (da un pubblico infreddolito ma tenace) si è caratterizzato prima di tutto per il forte impatto scenico costituito da pannelli semoventi e rotanti usati come schermi video, che hanno permesso rapide variazioni dello spazio scenico e della sua profondità e dello sfondo, consentendo di gestire magistralmente le luci di scena.
La parte musicale si è sviluppata su accattivanti ritmi pop - rock di facile ma forte presa sul pubblico e pressoché perfetta è stata l'esibizione canora e teatrale di tutti gli interpreti.
Il sottotitolo dato all'opera: Ama e cambia il mondo è visibile nelle coreografie volute dal regista che con brevi accenni posano lo sguardo sul mondo attuale.

Personalmente ho molto apprezzato la scenografia scelta per la parte cantata sul potere dal principe della città, che riportava per mezzo di colori particolarmente incisivi a immagini di “guerra”: da una parte il grigio e il rosso di un guerreggiamento, dall'altra il grigio metallizzato delle strutture industriali (tubazioni) che rimandano a un mondo industriale.
Così come nella prima parte il tutto apre i cuori, riempie della forza della passione e dell’amore e solleva con forza in uno spazio dove “nonostante tutto... forse... è possibile”, nella seconda parte il tono dell'opera si fa greve, struggente, costantemente doloroso: ogni relazione, dall’amicizia all’amor filiale, dalla fede religiosa alla passione dei due innamorati si riempie di desolazione, fino al tragico destino dei due protagonisti.
E tutto grida come unica speranza che solo l’amore può cambiare il mondo.