Riprendono le attività di Auser Verona al Centro Tommasoli

Con ottobre, tornano gli incontri organizzati dall'Università itinerante/AUSER di Verona per la zona di Borgo Venezia e coordinati dal Collettivo Culturale Tambien, presso il Centro Civico Nicola Tommasoli, Via Perini 7, Borgo Santa Croce.

AUSER Verona, lo scorso dicembre ha festeggiato i 25 anni di vita, attraverso una lunga storia di impegno civile.
AUSER significa Autogestione Servizi e solidarietà, costituita, come Auser nazionale anche a Verona nel 1989, l'associazione si propone di contrastare ogni forma di esclusione sociale, migliorare la qualità della vita, diffondere la cultura e la pratica della solidarietà perché ogni età abbia un valore e ogni persona un suo progetto di vita attraverso cui diventare una risorsa per sé e per gli altri.
A tutte e le età si possono avere progetti di vita, per questo motivo Radio Popolare Verona che, come AUSER, crede nella solidarietà e nell’incontro fra generazioni, si impegna a diffonderne l'operato e invita i suoi ascoltatori a sostenere l'associazione e le sue attività.

Il calendario del mese di ottobre 2015 AUSER di Verona zona di Borgo Venezia:

2 ottobre 2015- ore 15.30
“Ma che musica? Lirica, per cominciare..” a cura di Renzo Cobianchi
Per cominciare a ritrovarci, ecco, al di fuori degli schemi consueti, una presentazione della musica lirica ottocentesca, immersa nell’epoca storica che ha visto, nel nostro Paese e fuori, grandi cambiamenti, anche di sensibilità musicale. Buon divertimento!

16 ottobre 2015 - ore 15.30
“In balia della storia: il destino degli ultimi in Elsa Morante” a cura di Lina Pellegatta
Elsa Morante, scrittrice, saggista, poetessa, traduttrice, con la sua opera restituisce alle vite, a quelle più insignificanti, la dignità e il mistero. Al mondo fittizio, generatore di  morte e di scempi, la scrittrice oppone il mondo “fanciullo” e povero.
Ciascuno di noi ha il diritto di essere raccontato, di ricevere il beneficio di una “Storia”. Le nostre vite, la nostra piccola, indifesa quotidianità, i meschini borghesi, le donne sconfitte, i ragazzetti senza futuro ci appartengono. E non possiamo dimenticarlo.

23 ottobre 2015 - ore 15.30
“La prima Verona in sinistra Adigea cura di Giorgio Chelidonio
Per capire le origini urbane di Verona bisogna innanzitutto rendersi conto della geo-morfologia del territorio in cui ci sono stati primi insediamenti: la presenza del corso dell’Adige post-glaciale negli ultimi 15-10.000 anni ha di fatto diviso le due sponde in pedemontana, a sinistra e atesino/padana, a destra. Oggi l’insediamento urbano più antico sembra quello fondato dai romani circa 2.050 anni fa: per rendere abitabile l’ansa dell’Adige essi dovettero fare ampie opere di bonifica perché l’area era soggetta a frequenti esondazioni del fiume. Invece, sul colle detto di San Pietro, dove oggi si ergono la caserma austriaca e i resti dei vari castelli medievali, esisteva già da almeno 100 anni una colonia romana cinta da mura e che, probabilmente, aveva incluso un precedente villaggio della tarda età del Ferro (VI-V secolo a.C. circa): era la “Verona dei Reti e degli Euganei” citata da Plinio il Vecchio (prima metà del I secolo a.C.). Ma la storia della “rive gauche” veronese si estende a ben più antichi tempi preistorici: genti dell’età del Bronzo (II millennio a.C.), dell’età del Rame (III millennio a.C.), del Neolitico (IV e V millennio a.C.) e persino i Neanderthaliani, prima di 35-40.000 anni fa, hanno lasciato tracce della loro presenza sulla riva sinistra dell’Adige e sulle colline sovrastanti.

30 ottobre 2015 - ore 15.30
“Territorio e beni comuni: dalla logica del mercato alla sovranità popolare” a cura di Silvia Caucchioli e Francesco Avesani
Multinazionali, grande distribuzione, centri commerciali hanno un unico obiettivo: il profitto ad ogni costo, anche a discapito del paesaggio, del lavoro, della salute e dei beni comuni.
Il potere economico tende a dominare, ponendo i suoi interessi al centro delle politiche dei governi.
Un trattato fantasma, il TTIP, si aggira per l’Europa; esso è voluto fortemente dalle multinazionali per l’aumento della circolazione delle merci, con gravi rischi per la salute dei cittadini.
Gli interessi dell’industria si intrecciano con il consumo di suolo, la cementificazione e le grandi opere.
C’è ancora un mondo che resiste, un mondo fatto di cittadini che non si arrendono ad essere passivi consumatori e si battono contro la devastazione del territorio e dei beni comuni: referendum, comitati, gruppi di acquisto solidale, mercati contadini sono alcuni degli esempi di chi lotta per la sovranità popolare.