Richiedenti asilo: da problema a risorsa di sostegno del volontariato locale

 “San Zeno ma anche Veronetta come molti altri quartieri cittadini presentano una forte rete di volontariato, perché dunque non impiegare i richiedenti asilo a sostegno delle attività di queste realtà che forniscono servizi anche ai veronesi, spesso in supplenza delle amministrazioni pubbliche? Sono parrocchie, associazioni, semplici cittadini che si fanno in quattro per prevenire la diffusione della droga, tenere in ordine i quartieri, combattere il degrado urbano, aiutare le persone in difficoltà, sempre alla ricerca di una mano e di forze fresche”. I consiglieri comunali Elisa La Paglia e Damiano Fermo chiedono un cambio di ottica sul problema profughi.

“Il recente decreto legge del 20 febbraio in materia di sicurezza delle città – spiega Damiano Fermo – riduce i tempo delle richieste di asilo, potenzia le espulsioni di chi non ha diritto, rafforza le commissioni d’esame e facilita ai Comuni, in accordo con le Prefetture, l’impiego dei richiedenti in lavori socialmente utili, su base volontaria e gratuita. Molte soluzioni di impiego provengono poi proprio dalle cooperative, che avviano inserimenti soprattutto sotto forma di tirocini nel settore agricolo ma non solo, io stesso sto seguendo personalmente l’iter di alcuni casi. Non si tratta di speculazione o sfruttamento ma della possibilità di liberare energie che ora vengono tenute parcheggiate nei centri di accoglienza con i risultati che abbiamo visto in occasione delle proteste a Costagrande e all’Ostello”

Aggiunge Elisa La Paglia: “Ritengo che la vicenda del centro profughi in via Pontida, abbia del surreale. Capisco i timori dei cittadini, ma come si fa a giudicare la bontà di una iniziativa che il Prefetto di certo non ha preso a cuor leggero, senza prima valutare il progetto che sta alle spalle? Io ci vedo tanta speculazione politica: da settimane attendiamo la convocazione della commissione consiliare che dovrebbe illustrare la progettualità della cooperativa che gestirà i richiedenti asilo ma questo aspetto sembra non interessare a nessuno della maggioranza. Eppure proprio i bastioni così come l’area lungo il fiume, a Porta Fura, hanno sempre bisogno di cure e le forze non sono mai abbastanza. La nostra insomma non è una posizione preconcetta: diciamo solo che occorre conoscere la situazione, se poi la progettualità non sarà convincente saremo i primi a chiedere di trovare un’altra soluzione”.