Richard Galliano al Ristori con I remember Astor

Il 26 gennaio 2014 alle 21 al Teatro Ristori di Verona  Richard Galliano apre il Verona Jazz Winter Festival, con I remember Astor, unico concerto italiano dell’artista tutto dedicato a Piazzolla.
Insieme a Galliano  al bandoneon, ci saranno Bertrand Cervera primo violino, Paul Rouger violino, Jean Paul Minali Bella viola, Eric Levionnois violoncello, Sylvain Le Provost contrabbasso.

Richard Galliano il musicista jazz che ha reinventato la fisarmonica, ci “parlerà” di un altro grande innovatore, Astor Piazzolla.

Quando sembrava che la fisarmonica non avrebbe mai dovuto incontrare solisti di grande spicco e fosse uno strumento con cui sarebbe stato impossibile swingare, è apparso Richard Galliano a imporre la stessa dignità riservata a tromba e sassofono, che sono gli strumenti guida della musica jazz.
Ed ecco il nuevo tango di uno dei grandi autori del Novecento, Astor Piazzolla, interpretato dall’amico Richard Galliano (nato da genitori italiani), suo erede, che con l’argentino ha lungamente collaborato. Nell’incontro tra i due (Parigi,1983) Astor, che era di origini pugliesi, l’ascolta e osserva: «Perbacco, suoni come un argentino. Anzi no, come un italiano».  

Già nel 1992 nel cd Ballet Tango, Galliano si era  dedicato alle più celebri pagine piazzolliane, da Adios Nonino a Oblivion. Anche perché il padre del nuevo tango lo considerava un po’ come un figlio. Lo induce a trovare uno stile personale e a lavorare sulle proprie radici: «Era alquanto critico riguardo alla mia indole di fisarmonicista jazz. Diceva che ero francese e dovevo lavorare sulla tradizione, come lui aveva fatto col tango», dice Galliano.

Richard Galliano interpreta, compone ed orchestra una musica che parte dal popolare genere francese della  musette, ma nella quale si mescolano in apparenza casuale reminiscenze swing, marcati echi di tango, giri di valzer dei bistrot parigini, ballads di Bill Evans, improvvisazioni  di Keith Jarrett e la lezione nera di Parker e Coltrane. Il tutto con un compiaciuto gusto cromatico che riporta alla migliore tradizione francese da Couperin a Debussy e soprattutto a Ravel. 

I grandi meriti di Galliano sono dunque l'originalità, l'avere saputo cioè sintetizzare tutte queste esperienze musicali in una nuova musica europea, fatta di improvvisazione jazzistica e di tradizione mediterranea, e l'avere consentito alla fisarmonica (nella sua variante francese a tasti, l'accordeon) ed al bandoneon di assurgere al ruolo di protagonisti nello scenario jazzistico contemporaneo; strumenti scomodi che hanno avuto sempre vita difficile nel jazz e nella musica colta.

La fisarmonica è stata relegata per decenni tra i ranghi della musica popolare più scadente. Ed è un peccato perchè quel suo tipico colore di struggente malinconia si presterebbe magnificamente a disegnare le atmosfere del blues. Nelle mani di Galliano poi la popolare fisarmonica acquista ora la policromia di un’orchestra, ora il raccolto timbro di un intimismo di natura cameristica.