Reportage da Gaza

Sono partita venerdì 8 agosto scorso e il mio viaggio è stato accompagnato da una piacevole lettura: il corriere del Veneto riportava la notizia  che il giorno 7 agosto l'Ambasciatore di Israele in Italia Noar Gilan era stato  a Verona  per un incontro con la comunità ebraica, incontro che non era stato pubblicizzato per timore di manifestazioni  a favore della Palestina e in solidarietà con il popolo che da un mese sta subendo una  criminale aggressione.  Costretti a nascondersi, a rinchiudersi nella loro comunità per timore di contestazioni!

Arrivo a Gerusalemme  una città  vuota: pochi turisti si aggirano in un mercato dove la maggior parte dei negozi sono chiusi. Al Gloria dove mi fermo a dormire ci sono solo  15 ospiti e il direttore mi dice che ha avuto la cancellazione delle prenotazioni già  da un mese. Questa situazione è la stessa anche per tanti altri alberghi e ostelli di Gerusalemme. Girare nel mercato di Gerusalemme  senza i colori della merce esposta, i profumi delle spezie, ma anche senza gli insistenti commercianti che ti rincorrono  per venderti qualcosa …mette tanta tristezza.

La Cisgiordania da quando è iniziata l'ennesima aggressione contro la popolazione di Gaza è in continuo fermento, in particolare le città di Ramallah e Nablus: scontri tra le forze di occupazione israeliana e i palestinesi che chiedono il riconoscimento dei diritti e la fine dell'aggressione contro i civili di Gaza.

Attraverso il confine di Erez, riaperto da pochi giorni, con alcuni internazionali. Il posto di controllo del governo di Hamas è stato distrutto, una postazione improvvisata, tavolo e sedia e si registra chi entra su un quaderno. Durante il percorso per arrivare al medical relief  vedo molte case distrutte, strade danneggiate, una Gaza che non riconosco.

Al medical relief mi accolgono con grande affetto mi dicono che fortunatamente tutto  lo staff sta bene, alcuni hanno avuto la casa danneggiata. Dei nostri bambini ci sono poche informazioni perché c'è difficoltà nelle comunicazioni e sebbene ci sia una tregua in corso di 72 ore gli spostamenti sono ancora limitati e i droni che continuamente sorvolano Gaza non rassicurano.
   
L'elettricità, dopo il bombardamento dell'unica centrale elettrica , è disponibile dalle 2 alle 4 ore al giorno a fasce giornaliere non  definite. Si va avanti con i generatori per chi trova e può acquistare il gasolio. L'acqua arriva alle case  senza essere stata depurata, dopo che  i bombardamenti hanno distrutto buona parte dei pozzi municipali, le tubature, le pompe idriche e gli impianti di depurazione che sono fermi a causa della  mancanza di combustibile,. Un'acqua peraltro già inquinata e contaminata da metalli pesanti (vedi ricerca Water Quality in the Gaza Strip: The Present Scenario). La popolazione si rifornisce di acqua anche alle fontane pubbliche.

Gli spazi esterni allo Shifa dall'ospedale sono occupati da" tendopoli" improvvisate dove hanno trovato rifugio i feriti dimessi che non hanno più una casa e  parenti dei feriti ancora ricoverati, anch'essi senza  casa. Vivono accampati in condizioni igieniche precarie e i tempi per trovare loro una adeguata sistemazione non sono determinabili.

Poco distante dallo Shifa Hospital a Al Karmel Secondary School c'è un assembramento di persone: stanno distribuendo 1.000 dollari alle famiglie che hanno avuto la casa distrutta, grazie ad un finanziamento del Qatar. La maggioranza di loro sono sfollati e hanno trovato rifugio nelle scuole Unrwa o vivono presso parenti. Il denaro non serve per la ricostruzione della casa,  ma a far fronte ai bisogni quotidiani perché oltre ad aver perso la casa in molti casi c'è  anche la mancanza di lavoro.

La Striscia di Gaza si trova in stato d’assedio dal giugno del 2007 e la popolazione non può  godere dei  diritti fondamentali, come la libertà di movimento, la possibilità di un lavoro e di uno stipendio, la fruizione di adeguati servizi educativi e sanitari. Oggi al Ministero della Salute mi hanno consegnato I dati relative ai martiri e feriti della criminale aggressione israeliana dal  6 luglio al 10 agosto: 1.935 martiri di cui 467  bambini, 9.886 feriti di cui 3.009  bambini.

Nei prossimi giorni si darà corso all'ordine di medicinali e materiali sanitari per fornire  un aiuto agli ospedali pubblici della striscia di Gaza, che grazie al contributo di tanti donatori ci permette di acquistare per …euro.

Tutti a Gaza con trepidazione aspettano i risultati dell'incontro in corso al Cairo tra i rappresentanti Palestinesi e israeliani. Una cosa è certa i gazawi vogliono un accordo che non sia solo di facciata.

G.B.
12.8.2014