Regione. Interrogazione del PD sull'utilizzo del glifosate

Il glifosato (o glifosate), l’erbicida più utilizzato non solo in Italia, ma nel mondo intero, è stato classificato dallo IARC (l'Agenzia per la Ricerca sul Cancro)  come probabile cancerogeno. Questa sostanza viene utilizzata nella preparazione di numerosi erbicidi destinati all’agricoltura, ma anche al giardinaggio e alla cura del verde pubblico, così come per estirpare il "verde molesto" da strade e reti ferroviarie.

I nostri lettori ricorderanno, abbiamo scritto lo scorso 16 luglio nell'articolo Diserbanti in Valpolicella, il buon giorno a base di anticrittogamici? in cui una cittadina denunciava al presidente della provincia, Antonio Pastorello, la situazione abbastanza inquietante testimoniata dalle foto di questo servizio, che per inciso sono solo una parte. Nella stessa giornata arrivava La risposta della Provincia sull'utilizzo dei diserbanti in Valpolicella. Se avete bisogno di rinfrescare la memoria potete rileggerela.
I più pignoli ricorderanno anche i fatti del 12 maggio scorso con il mercato biologico al sapore di erbicida in Piazza Isolo.
Insomma  pare che questa sostanza venga utilizzata in molto spensierato in barba a qualsiasi considerazione rispetto alla sua nocività sia per l'ambiente che per l'essere umano.

Il consigliere regionale del PD Andrea Zanoni chiede che la Regione intervenga contro l’uso erbicidi a base di glifosate, che mettono a rischio la popolazione, le falde acquifere e l'ambiente. Zanoni, infatti è il primo firmatario di un’interrogazione (sottoscritta dai consiglieri democratici Moretti, Ruzzante, Azzalin, Fracasso, Guarda e Pigozzo) che solleva la questione di rischio ambientale legata al glifosate “gli erbicidi a base di glifosate, usati in ambiente urbano, - si legge nell’interrogazione - sono i più venduti in Italia. Da un rapporto (n. 208/2014) di Ispra (Istituto Superiore Per la Ricerca Ambientale) risulta che ‘Rispetto al passato è aumentata significativamente la presenza di fungicidi e insetticidi, soprattutto nelle acque sotterranee’ e che ‘la contaminazione è più diffusa nelle aree della pianura padano-veneta’. Si tratta di una situazione che richiede un intervento urgente”.

“Il glifosate - sottolinea Zanoni - è nocivo per la salute oltre che tossico per l'ambiente acquatico: ricerche di laboratorio internazionali hanno dimostrato che tale sostanza può produrre effetti cancerogeni e indurre danni a livello genetico. Di recente anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne ha confermato i potenziali e irreversibili danni alla salute della popolazione”.

Nell’interrogazione si riporta che ‘la Filt CGIL regionale nel segnalare al Presidente della Regione Veneto, agli Assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità e all’ARPAV, che molte imprese operanti nel settore della rete ferroviaria e stradale fanno uso di diserbanti a base di glifosate, ha chiesto l’urgente e immediata assunzione del principio di precauzione a tutela della salute pubblica e dei lavoratori. Il 9 luglio 2015 la Regione Veneto ha inviato al Ministro della Salute la richiesta di azioni e provvedimenti relativi al rischio cancerogeno e mutagenesi dei prodotti fitosanitari a base di glifosate’.

Da parte sua Zanoni ricorda come “la Regione Toscana ha recentemente introdotto il divieto dell’uso del diserbante a base di glifosate nelle aree extra agricole, impegnandosi a dare indicazioni alle aziende sanitarie consentendo il solo impiego di prodotti non appartenenti alle classi ‘molto tossici’, ‘tossici’ e ‘nocivi’. Anche in Veneto, nel territorio di alcuni Comuni, sono stati introdotti sistemi alternativi all’uso di erbicidi chimici in ambiente urbano: ad esempio l’uso del pirodiserbo nel Comune di Sernaglia della Battaglia (TV), lo ‘sfalcio meccanico secondo programma’ proposto dal ‘Consorzio Conegliano Valdobbiadene - Prosecco DOCG’ nei vigneti e lo "sfalcio meccanico normale" in molti altri Comuni”.

Di qui la richiesta alla Giunta regionale di “intervenire urgentemente, in attesa delle indicazioni ministeriali e in analogia a quanto disposto dalla Regione Toscana, per evitare che questa situazione sia lasciata nelle mani delle singole imprese e dei lavoratori, con possibili gravi danni per la popolazione, le falde acquifere e l’ambiente”.

Continueremo a seguire la questione.