Recensione: Ogni volta che mi baci muore un nazista tour

Ogni volta che mi baci muore un nazista, ieri sera al Teatro Scientifico - Teatro Laboratorio di Verona con Guido Catalano, che sembra aver raggiunto l'intento di diventare poeta professionista vivente, nel senso che la poesia è il lavoro con cui si mantiene.

La prima volta in cui incontrai Catalano, era ancora un poeta semi-professionista vivente. Era il 2013, l'evento era stato organizzato da Poetria,il Movimento clandestino di resistenza poetica, l'occasione quella di Ti amo, ma posso spiegarti. Era stata una bella sfida per una città che dell'amore ha fatto un cliché, un'appiccicosa melassa per turisti mordi e fuggi, ovvero: vedo, ascolto e passo, ma per carità, non capisco, che costa troppa fatica.

E proprio l'amore è quasi sempre al centro dell'opera di Catalano, che scrive in versi liberi, usando l’umorismo, l'ironia, come chiave per arrivare al pubblico. In molti lo accusano di rappresentare la «deriva della poesia italiana contemporanea» e, addirittura, di «fare un cattivo servizio alla poesia e alla nazione». La sua risposta? In rigoroso stile Catalano, farsi stampare magliette con la scritta: «criminale poetico seriale».

Ieri sera, in un teatro al completo, lo spettacolo con il quale Catalano presenta il suo nuovo libro di poesie, era sold out da settimane, un'ora e mezza di poesia, di amore, di spettacolo, di risate. Bis obbligatorio e pubblico catturato dal sensatissimo "nonsense" dei versi del poeta. La lunga fila per farsi autografare i libri, ci fa sperare che sia scongiurato, almeno per ora, il pericolo che Catalano venga costretto dall'editore, in caso di vendite non sufficienti, a fare il poeta russo. Ruolo per il quale l'artista ha manifestato ferma ed esplicita avversione.

Auguriamo lunga vita al Poeta e ringraziamo di cuore a Giovanna e Isabella Caserta del Teatro Scientifico - Teatro Laboratorio di Verona autentiche mecenati di questi nostri tempi, di questa nostra città.

Ph. Dismappa