Reato di Lesa Maestà

Umberto Bossi è stato condannato a 18 mesi di carcere per aver dato del “terùn” all'allora capo dello stato, Giorgio Napolitano.

Nessuna simpatia per Umberto Bossi, nessuna. Colpisce però che in Italia si possa essere condannati per una simile “sciocchezza” quando siamo abituati a sentire e sopportare ben di peggio, tutti i giorni e tutte le ore.

La condanna a Bossi ha il sapore della vendetta. Vendetta spropositata, specie in un paese come il nostro dove nemmeno ai ladri in guanti bianchi, ai truffatori, ai golpisti ed ai puttanieri siamo riusciti a garantire un'equa, giusta e tempestiva condanna.

Nel nostro Paese nemmeno il saluto fascista trova condanne nei nostri tribunali ma il vilipendio al capo dello stato sì.
Giorgio Napolitano come le Roi Soleil, il Re Sole su cui non si poteva nemmeno alzare lo sguardo.

Di Umberto Bossi potrei ricordare le molte occasioni in cui avrebbe potuto essere denunciato e condannato. Non è stato fatto quando era forte e saldamente in sella, al comando della Lega Nord, lo si fa ora quando il suo astro è tramontato e la sua figura è molto meno carismatica degli anni ruggenti.

Allora mi pare giusto parlare di vendetta e di legge ingiusta.