Radio Popolare Verona chiede verità per Giulio Regeni

Radio Popolare Verona, chiede verità per Giulio Regeni,  lo fa con uno striscione, aderendo alla campagna lanciata da Amnesty International Italia in collaborazione con La Repubblica.

Cresce l'attesa per gli incontri, fissati per giovedì 7 e venerdì 8 aprile a Roma, tra magistrati e investigatori egiziani ed italiani, anche alla luce degli ultimi sviluppi. Una lettera anonima indirizzata a La Repubblica accuserebbe i vertici egiziani e svela i dettagli delle torture inflitte a Giulio Regeni mai resi pubblici, conosciuti solo dagli inquirenti italiani. La notizia è riportata oggi dallo stesso quotidiano. La mail è stata acquisita dalla Procura di Roma.

Khaled Shalaby. Sarebbe l'uomo dal quale è partito l'ordine di sequestrare Giulio Regeni. Lo sostiene l' anonimo che, scrivendo al quotidiano La Repubblica attraverso un account mail Yahoo, racconta la ricostruzione di quello che sarebbe accaduto al giovane ricercatore italiano tra il 25 gennaio e il 3 febbraio.

L'anonimo, che dice di far parte della polizia segreta egiziana, scrivendo in inglese, italiano e arabo,  rivela una storia che porta agli apparati di sicurezza egiziani, alla polizia di Giza, al ministero dell'Interno e alla Presidenza. "L'ordine di sequestrare Giulio Regeni - si legge nella mail - è stato impartito dal generale Khaled Shalabi, capo della Polizia criminale e del Dipartimento investigativo di Giza".

Si legge sul quotidiano: "l'anonimo svela almeno tre dettagli delle torture inflitte a Giulio Regeni mai resi pubblici e conosciuti solo dagli inquirenti italiani, perché corroborati dall'autopsia effettuata sul cadavere di Giulio nell’Istituto di medicina legale di Roma".
 La mail anonima - della quale va verificata l'attendibilità - è in possesso del pm Sergio Colaiocco e del legale della famiglia Regeni.