Quale scenario politico per la Verona del futuro

Tra qualche mese a Verona ci saranno le elezioni amministrative e VeronaPolis, quale osservatorio territoriale, nutre non poche preoccupazioni sul futuro urbanistico della nostra città.

Tra le forze politiche non si sta discutendo di programmi e delle eventuali differenti valutazioni sul futuro di Verona. Le segreterie politiche dei partiti presenti in Consiglio, che hanno superato la barriera del silenzio, si sono limitate a valutare solamente le possibili alleanze elettorali.

E le previsioni sulle possibile alleanze si basano sui risultati delle ultime elezioni a Verona.

Le regionali relative al comune di Verona del 2015 davano questi numeri: Zaia (Lega nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, etc.) 28,29%;  Moretti (P.D., Verdi Europei, SEL, etc.): 28,12%;  Tosi (Lista Tosi, UDC, Veneto del Fare, etc.) 25,7%, Cinque Stelle 12,3%.

Da questi dati, lo scenario che ne deriva è quello di tre blocchi  tra il 25% e il 28% ciascuno, con i Cinque Stelle al 12%. In teoria nessun blocco dovrebbe vincere al primo turno e al ballottaggio il terzo escluso diventerebbe fondamentale.

Stando così le cose, temiamo che anche per i prossimi cinque anni, a Verona, la politica territoriale non cambierà. Infatti, se al ballottaggio andasse il blocco della Lega Nord con quello della Lista Tosi, chiunque vincesse non farebbe che continuare la politica urbanistica degli ultimi dieci anni. Se invece andasse al ballottaggio il blocco del P.D. con quello della Lega Nord,  il P.D. per vincere avrebbe bisogno dell’appoggio della Lista Tosi e questo sostegno ne condizionerebbe fortemente la politica amministrativa e territoriale futura. Se al ballottaggio andasse il P.D. con la Lista Tosi, probabilmente i voti dei leghisti premierebbero il loro vecchio sodale.

Nulla ci fa credere che, in caso di vittoria della Lega Nord o di un’alleanza elettorale composta dalla Lista Tosi e dal PD, i vecchi progetti, che il sindaco non è riuscito a realizzare, saranno accantonati.  VeronaPolis si chiede, preoccupata, che ne sarà dei piani per  il traforo della collina, per la strada di Gronda che taglia la campagna del Chievo, per il cimitero verticale, per la copertura dell’Arena, per la privatizzazione dell’Arsenale, per la delega ai privati delle scelte urbanistiche, per la vendita del patrimonio storico-monumentale pubblico e per altro ancora? Saranno cestinati o ripresi?

Se non succederà qualche cambiamento, questo è lo scenario politico che paventiamo.

Per evitare tutto ciò, auspichiamo che i rappresentanti della cosiddetta società civile, propongano un serio e dettagliato programma amministrativo, che cambi completamente sia il metodo di amministrare sia il rapporto con i cittadini;  che determini i tempi di realizzazione e che permetta ai veronesi di verificare se gli impegni presi in campagna elettorale sono rispettati. Un programma che accanto alle scelte urbanistiche, contenga quelle culturali, economiche e sociali.

Su questo programma dovrebbero convergere i gruppi di impegno sociale, culturale e ambientale, oltre ai partiti politici che ne condividessero i contenuti, per formare una lista civica, senza simboli di partito, composta da candidati seri, onesti e competenti, che la città conosce e stima.

Giorgio Massignan
VeronaPolis