Per qualche metro e un po’ di amore in più

Il manifesto di Ristretti Orizzonti per salvare gli affetti delle persone detenute

Si è svolto oggi presso la Casa di Reclusione di Padova il Seminario nazionale di Studi Per qualche metro e un po’ di amore in più rivolto a quanti si occupano di “Carcere e affetti” a operatori, magistrati, avvocati, parlamentari, giornalisti. All’incontro organizzato dalla redazione della rivista dal carcere Ristretti Orizzonti, e dalla Casa di reclusione di Padova sono intervenuti figli, mogli fratelli, sorelle, e genitori di persone detenute.

Carceri più umane significa carceri che non annientino le famiglie  e  l’Europa non si può “accontentare” dei tre metri di spazio a detenuto per decretare che le nostre carceri non sono più disumane. Lo sono eccome, e lo sono in particolare anche proprio per come trattano i familiari dei detenuti: sei ore al mese di colloqui e solo dieci striminziti minuti a settimana di telefonata, gli spazi per gli incontri spesso tristi e affollati, le attese lunghe, estenuanti, umilianti. È giunto il momento di  chiedere all’Europa di occuparsi anche delle famiglie dei detenuti, e di invitare l’Italia a introdurre misure nuove per tutelarle.

Salvare gli affetti delle persone detenute, anche come investimento sulla sicurezza perché solo mantenendo saldi i legami dei detenuti con i loro cari, genitori, figli, coniugi, sarà possibile immaginare un reinserimento nella società al termine della pena.

Dal convegno è uscito un manifesto con alcune proposte concrete per rendere il carcere “più umano”:
-“Liberalizzare” le telefonate per tutti i detenuti, a telefoni fissi o cellulari, introducendo il sistema della scheda telefonica, che consente un’enorme riduzione della burocrazia rispetto alle “domandine” scritte. Telefonare più liberamente ai propri cari potrebbe costituire un argine all’aggressività determinata dalle condizioni di detenzione e una forma di prevenzione dei suicidi.
-Consentire i colloqui riservati di almeno 24 ore ogni mese, da trascorrere con la famiglia senza il controllo visivo. Consentire inoltre che i colloqui siano cumulabili per chi non fa colloquio con i familiari almeno ogni due mesi.
-Aumentare le ore dei colloqui ordinari, dalle sei ore attuali, a dodici ore mensili, per rinsaldare le relazioni, che sono alla base del reinserimento nella società.
Aggiungere agli attuali 45 giorni di permessi premio alcuni giorni nell’arco dell’anno da trascorrere con la famiglia.

 Nell’attesa dell’approvazione di queste riforme dal convegno di Ristretti Orizzonti sono state avanzate anche una serie di proposte che potrebbero essere attuate subito, con una semplice circolare dell’Amministrazione penitenziaria, senza neppure cambiare una legge: 
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dare la possibilità di aggiungere alle sei ore di colloqui previste ogni mese alcuni colloqui “lunghi” con la possibilità di pranzare con i propri cari;
-due telefonate in più al mese per tutti i detenuti;
-l'allestimento di postazioni per permettere ai detenuti, in particolare quelli che hanno famiglie lontane, di fare colloqui visivi via Skype con i loro familiari;
-migliorare i locali adibiti ai colloqui, e all’attesa dei colloqui, con una attenzione maggiore per le esigenze di anziani e bambini (servirebbero in tutte le carceri pensiline, strutture provviste di servizi igienici, spazi per i bambini);
-maggiore trasparenza sui trasferimenti, che dovrebbero essere ridotti al minimo e rispettare i principi della vicinanza alle famiglie e della possibilità di costruire reali percorsi di reinserimento sul territorio.

L’invito è quello di unirsi per mettere a punto una proposta di legge, coinvolgendo le famiglie di chi è detenuto, ma anche quelle dei cittadini “liberi”, perché in ogni famiglia può capitare che qualcuno finisca in carcere, e nessuno più dovrebbe essere costretto alla vergogna e alla sofferenza dei colloqui, nella modalità in cui avvengono ora nelle sale sovraffollate delle nostre galere.

Si può aderire alla campagna “Carcere: per qualche metro e un po’ di amore in più” anche online, firmando la petizione online nel sito www.ristretti.org