Prima i veneti da slogan a legge

“Prima i veneti” ora non è più soltanto uno slogan. Il 14 febbraio il Consiglio Regionale Veneto ha approvato la proposta di legge, presentata dal tosiano Maurizio Conte e dalla collega Giovanna Negro che dà la priorità nei nidi comunali ai bambini figli di genitori che vivono o lavorano in Veneto da almeno 15 anni. Gli altri restano in coda.

In Veneto la copertura dei nidi comunali arriva a malapena al 10%, con circa un centinaio di strutture e 4mila posti disponibili. Oltre il 20% dei bambini resta in lista d’attesa. A questo si aggiunga che dallo scorso anno sono stati ridotti i finanziamenti  regionali agli istituti paritari per l’infanzia.

«Un’altra legge “leghissima” e fortemente ideologica», ha commentato il consigliere Pd Claudio Sinigaglia. La legge «incide sull’autonomia dei Comuni e impedirà di fare graduatorie rispettose dei bisogni reali di chi deve inserire i figli negli asili nido. È un provvedimento sbagliato e siamo molto preoccupati per gli effetti negativi che andrà a produrre: dalla minor attrattività del Veneto per le giovani coppie all’esclusione di tante famiglie vulnerabili».

Con buona pace di Luca Zaia e di tutti i Veneti doc resta da vedere se il “prima i veneti” passerà il vaglio costituzionale, a noi pare una legge fortemente discriminatoria e provocatoria. Una legge che arriva da un paese che non vorremmo ci fosse.

Vi invitiamo a votare il SONDAGGIO del Corriere del Veneto. Prima i figli di chi vive in Veneto da 15 anni. Sei d’accordo?