The Price di Arthur Miller chiude la stagione de Il Grande Teatro

The Price (Il prezzo) di Arthur Miller a firma di Massimo Popolizio martedì 28 marzo alle 20:45 al Teatro Nuovo chiude Il Grande Teatro (rassegna organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale con Unicredit come main partner). In scena Umberto Orsini e lo stesso Popolizio. L’allestimento, nella traduzione di Masolino d’Amico, è della Compagnia Umberto Orsini.

Conclusione, dunque, “targata” Novecento, secolo a cui è stata dedicata tutta la seconda parte della rassegna con particolare attenzione ad Arthur Miller. Del celebre drammaturgo statunitense è infatti stata proposta, il mese scorso con grande successo, Morte di un commesso viaggiatore con Elio De Capitani nel duplice ruolo di protagonista e regista.

The Price debutta nel 1968 al Morosco Theatre di Broadway. Il successo è strepitoso, sono ben quattrocentoventinove le repliche consecutive. In Italia va in scena nel 1969 con Raf Vallone e Ferruccio De Ceresa che interpretano i due fratelli e con Mario Scaccia nei panni di Gregory. Soltanto nel 2015 Il prezzo esce in volume nella traduzione italiana.
Quando scrive The Price Arthur Miller (1915-2005) ha già alle spalle il successo di Erano tutti miei figli, Morte di un commesso viaggiatore e Uno sguardo dal ponte. Sul piano personale può contare già tre matrimoni (il secondo dei quali con Marilyn Monroe) e il delicato disconoscimento di un figlio: una situazione che accentua la sua visione tragica del rapporto tra “privato e sociale, tra moralità individuale e legge, tra colpa e innocenza”.

«Sei anni fa – dichiarava Orsini nel 2015 in occasione del debutto dello spettacolo nel decennale della scomparsa di Miller – nella biblioteca del National Theatre di Londra mi capitò tra le mani The Price di Arthur Miller e la memoria mi riportò allo spettacolo interpretato da Raf Vallone. Cominciai la lettura e fui catturato dal dialogo e dall’attualità della vicenda. Cercai una traduzione italiana ma era inesistente. Decisi che avrei portato in scena la commedia solo se avessi trovato tre bravissimi attori nei ruoli principali e in tal caso per me avrebbe avuto un senso interpretare Gregory Solomon, il mediatore di mobili di novant’anni. I miei desideri si sono avverati: ho tre splendidi compagni e finalmente – concludeva Orsini – Il prezzo gode di una traduzione italiana».

«È un testo molto importante – dice l’attore-regista Massimo Popolizio – perché riprende argomenti cari a Miller e ad altri autori americani del Novecento che hanno focalizzato sul tema della famiglia e del disagio legato a mutamenti storico-economici il loro interesse. In questa commedia tutto ha un prezzo: le scelte, i ricordi, gli errori, le vittorie e le sconfitte. Ma quello che mi ha colpito di più in questo lavoro così ben strutturato nella sua alternanza di momenti divertenti e di momenti drammatici è stata la consistenza e lo spessore dei quattro personaggi che animano la storia. Un dialogo a volte divertente e caustico e a volte drammatico come in un dramma di O’Neil. Ho avuto l’occasione di stare in scena con colleghi che amo e di ripetere con Umberto quel sodalizio che ci ha legati per anni, da L’uomo difficile fino a Copenaghen. È stata un’esperienza felice dirigerli perché essi – conclude Popolizio – parlano un linguaggio che ben conosco: quello del teatro di interpretazione».

La trama: due fratelli che non si parlano da molti anni si ritrovano in una casa che sta per essere abbattuta. Devono vendere i mobili di famiglia (lí accatastati dopo la morte del padre che è stato vittima della crisi del 1929) a un anziano antiquario ebreo-russo. Tra un prezzo e un altro da concordare, ripercorrono le loro vite e si confrontano sulle diverse scelte fatte: la famiglia, la carriera, l'accudimento del padre. Le piú radicate convinzioni su come siano andate le cose in famiglia si sgretolano a poco a poco. E su entrambi aleggia la figura del vecchio antiquario, misteriosa, fantasmatica, ambigua, carica di un istinto vitale che i due fratelli sembrano avere smarrito.

Accanto a Umberto Orsini (Solomon) e a Massimo Popolizio (Victor) sono in scena Alvia Reale (Esther) ed Elia Schilton (Walter). Le scene sono di Maurizio Balò, i costumi di Gianluca Sbicca, le luci di Pasquale Mari.

Dopo la “prima” di martedì repliche tutte le sere fino a sabato 1 aprile alle 20:45. Ultima replica domenica 2 aprile alle 16.00. Giovedì 30 marzo, alle 17:00 al Teatro Nuovo, gli interpreti di The Price incontrano il pubblico. L’ingresso è libero.

Informazioni tel. 0458006100 e www.ilgrandeteatro.comune.verona.it e www.teatrostabileveneto.it

Biglietti - Vendita biglietti al Teatro Nuovo, tel. 0458006100. Biglietti anche tramite circuito GETICKET (numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285) e CALL CENTER (tel.848002008). Biglietti on line su www.geticket.it. Servizio biglietteria anche presso BOX OFFICE, via Pallone 16, tel. 0458011154.

Prezzi biglietti: platea € 25,00 - balconata € 22,00 - galleria € 15,00 - seconda galleria € 9,00.

La rassegna ha sottoscritto il manifesto dei teatri accessibili e ha aderito all'iniziativa Teatri 10 e lode promossa dall’Associazione disMappa: compatibilmente al numero dei posti riservati, disabile e accompagnatore potranno assistere allo spettacolo al prezzo speciale di 10 euro.