PFAS a Cologna Veneta chiuso il primo pozzo privato

A Cologna Veneta con un’ordinanza sindacale è stato chiuso il primo pozzo privato ad uso agricolo a causa dell’alta concentrazione di PFAS nell’acqua. Prima o dopo purtroppo doveva accadere. Ricordate? Luca Cecchi del Coordinamento Acqua Libera dai PFAS , durante l'intervista rilasciata alla nostra emittente, aveva dichiarato come l'inquinamento da PFAS fosse il più grande disastro ambientale del Veneto, arrivando ad affermare che il Veneto è la terra dei fuochi del nord.

La Consigliera regionale Cristina Guarda, con forte preoccupazione analizza le ricadute dell’emergenza sul settore agricolo: «la Regione è a conoscenza dal 2013 che le falde sono inquinate dai Pfas e non ha finora saputo trovare una soluzione al problema, se non quella del tutto temporanea ed insufficiente dei filtri negli acquedotti che costano 90 mila euro ogni due mesi, spese che inevitabilmente si riversano sulle bollette pagate da noi cittadini».

«E gli agricoltori? – si chiede Guarda -. Come conferma il caso di Cologna Veneta sono lasciati soli. Soli a fronteggiare un’emergenza epocale. Soli a provvedere a proprie spese al filtraggio dei pozzi. Soli a combattere contro il possibile calo delle vendite dei loro prodotti per la legittima preoccupazione, da parte dei consumatori, che siano contaminati. E allora cosa sta aspettando la Regione? Che il settore agricolo di questa fetta di Veneto collassi? Che decine e decine di imprese agricole finiscano sul lastrico?».

«Zaia e la sua Giunta si stanno colpevolmente macchiando di questo tracollo. Lanciano dispendiosissime campagne di monitoraggio della salute dei cittadini e non fanno nulla per risolvere definitivamente il problema! Occorre avviare subito interventi di bonifica del terreno e soprattutto individuare nuove fonti di approvvigionamento, tramite ad esempio la derivazione delle acque del canale LEB. Il tempo sta per scadere! Basta chiacchiere, servono i fatti e le proposte concrete! Ne va della tenuta economica dell’intero settore agricolo veneto».

I comuni più esposti nel veronese sono oltre a Cologna Veneta sono: Albaredo d’Adige, Bonavigo e Legnago. Sono 53 i comuni interessati all’inquinamento nella Regione Veneto.