Pesca sostenibile: l’Adriatico si riunisce a Expovenice

Dopo aver promosso la costituzione del Distretto Nord Adriatico, dopo aver definito un percorso strategico per le marinerie adriatiche attraverso gli Stati Generali della Pesca, il Veneto si appresta ad essere palcoscenico di incontro sullo sviluppo sostenibile della pesca e dell’acquacoltura.

Si tratta di una tavola rotonda, in programma venerdì 22 maggio dalle 10 alle 13 presso la sala conferenze del padiglione AQUAE di ExpoVenice, via Ferraris 5, Marghera (VE), alla quale parteciperanno l’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca, rappresentanti della Direzione Marittima di Venezia, del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, delle Regioni adriatiche, oltre a rappresentanti della comunità scientifica, ai presidenti delle associazioni di categoria nazionali, agli amministratori di numerosi Comuni del litorale adriatico veneto. Interverranno anche due membri della Commissione Pesca del Parlamento Europeo.

Il tema specifico sarà  La pesca e l’acquacoltura all’interno del bacino adriatico: possibili scenari di sviluppo sostenibile.

Cosa significa pescare in modo sostenibile? Significa considerare il mare e le sue risorse un bene comune, che appartiene a tutti e da tutelare. Significa prendere dal mare solo ciò che ci serve, senza sprechi e senza provocare danni agli habitat e alle risorse marine.
La Riforma della Politica Comune della Pesca (entrata in vigore all'inizio del 2014 in tutta l'UE), ha come principale obiettivo l'eliminazione della pesca eccessiva e il raggiungimento della sostenibilità ambientale, economica e sociale delle attività di pesca.
L'Italia è ora chiamata ad applicare questi principi e per questo il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestale deve sostenere i pescatori che pescano in modo sostenibile, eliminando la pesca eccessiva, distruttiva e illegale attraverso l'attivazione di misure di gestione e controllo serie ed efficaci.

Greenpeace, promotore della campagna InNomeDelMare, ne suggerisce qualcuna:

- l'accesso prioritario alle risorse ittiche a coloro che pescano nel modo più sostenibile;
- la creazione di riserve marine e aree interdette alla pesca;
- un'efficace contrasto alle pesca illegale attraverso l'incremento dei controlli e idonee sanzioni;
- maggiori investimenti nella ricerca scientifica per migliorare la selettività degli attrezzi da pesca e la raccolta dati;
- il recupero delle specie ittiche sovrasfruttate;
- la valorizzazione del pescato locale e sostenibile per garantire una maggiore redditività alle imprese.