Parco della Lessina o...Parco auto?

Stranezze: il Parco della Lessinia non è accessibile alle biciclette, ma..transitano i camions!

La zona del Corno d' Aquilio è classificata dalla Legge Regionale “Riserva naturale”, ovvero fra le zone sottoposte a maggior tutela all' interno del Parco della Lessinia.

Chi, da Fosse, volesse raggiungere tale zona, giunge in auto alla contrada di Tommasi e lì trova, ben visibile, un cartello indicante il divieto di circolazione.

Molto meno visibile la scritta sottostante: “Escluse autovetture”(!!)

Indicazione paradossale, che finisce per vietare il transito alle sole biciclette e motociclette.

Ci è stato spiegato che la Regione “gradisce” conservare un collegamento viario (via Sega di Ala) con il Trentino. Cosa altrettanto paradossale, perchè da Fosse si raggiunge ben più celermente il Trentino attraverso Peri e la SS 12.

Nel corso di un sopralluogo abbiamo avuto l' incredibile sorpresa di incontrare un camion pesante (!!) che scendeva dalla strada..vietata alle biciclette. Interpellato l' autista, lo stesso candidamente asseriva di provenire da Passo Fittanze. Aveva pertanto fatto, in salita, una strada assolutamente vietata al traffico, scendendo poi per la strada in questione.

La quale, a questo  punto, non solo consente il traffico veicolare in una zona che dovrebbe essere ben altrimenti tutelata (per “l' eccezionalità delle emergenze naturalistiche e paesaggistiche”-art 1 Legge Reg. 12/90), ma è, di fatto, percorsa perfino da grossi camions.

Non è finita.. La strada in questione raggiunge Passo Pealda Bassa (alias Passo Liana), dove si diparte in tre direzioni. Una per Sega di Ala (percorribile senza limitazioni), un' altra per Passo Fittanze (quella teoricamente interdetta al traffico, ma transitata...dai camions) e una terza che raggiunge le malghe poste nelle vicinanze della Spluga della Preta.

Ebbene, proprio nei pressi della Spluga della Preta -sito speleologico di fama internazionale- automobili, Suv e fuoristrada si esibiscono in sfrontati caroselli sui prati.

Cosa resa possibile dal fatto che tale terza strada, che risulta vietata al traffico,  non reca nessuna indicazione al riguardo, se non quella di “Proprietà privata”. Il che consente di recarsi alle malghe ai proprietari e ai loro “ospiti temporanei” ( DCRV 42/97, Allegato A, art.2, comma 2). In assenza di controlli, tutti possono spacciarsi per ospiti temporanei, invadendo con le loro autovetture i prati circostanti.

Questa è la tutela di cui gode una zona classificata dalla Regione come Riserva naturale!! 

A fronte di tale situazione, cosa dicono le competenti istituzioni?

Dicono che a questo punto tanto vale asfaltare la strada (cosa vietata dall' art. 38, 2° comma, delle Norme di attuazione del Piano ambientale!!). 

E anzi, già che ci siamo, propongono di costruire un bel parcheggio a Passo Pealda bassa!!!

Il Parco, come si sa, è attualmente commissariato. E chi ha interessi non propriamente ambientali cerca di approfittarne...

Situazione che denunciamo e a cui ci opporremo con tutte le nostre forze. Non solo per la situazione specifica sopra descritta. Ma, soprattutto, per contrastare un modo inaccettabile di concepire il Parco.  

E per proteggerne, pertanto, il futuro.        

Amici della Bicicletta, Italia Nostra,  Legambiente, VeronaPolis, W.W.F.