Pappa Elettorale

Attorno alle prossime elezioni amministrative stiamo leggendo di tutto e di più. Le illazioni si sprecano e le notizie, date per certe, vengono smentite in modo velocissimo.

Vediamo di fare il punto della situazione. A me pare che ci siano alcuni punti chiari e molti punti scuri.

Veniamo a quelli che garantiscono maggior certezza.

A sinistra il candidato sindaco è Michele Bertucco, consigliere comunale ex PD, che sta concludendo il proprio mandato continuando ad incalzare l’amministrazione Tosi come ha sempre fatto in  tutti questi lunghi 5 anni.

A destra ricompare Marco Giorlo che dichiara di voler fare il sindaco operaio. L’ex assessore allo sport, caduto in disgrazia dopo la famosa puntata di Report, ha presentato le proprie idee ed il proprio programma venerdì scorso in Sala Lucchi, di fronte ad una platea di una ventina di persone.

Michele Croce, candidato di Verona Pulita, procede nella propria corsa solitaria così come i fascio nostalgici Roberto Bussinello, candidato per Casa Pound ed un candidato di pura testimonianza per il redivivo MSI-Destra Nazionale.

Il Movimento 5 Stelle vede Alessandro Gennari candidato sindaco  con 85 preferenze su 224 votanti. Non si tratta del candidato a “furor di popolo” descritto da Alessio Pisano per Il Fatto Quotidiano online di sabato 25, ma rappresenta comunque un buon trenta per cento dei voti espressi.

Fare!, il movimento del sindaco, presenterà la candidatura di Patrizia Bisinella, compagna e facente funzioni di Flavio Tosi che non si può ripresentare.

Per quanto riguarda il PD non rimane che attendere l’esito delle primarie di domenica prossima, con l’augurio che cessi la guerra per bande che da troppi mesi immobilizza il partito.

La galassia della destra pareva avesse trovato una propria soluzione nella sintesi unitaria sorta attorno alla figura di Federico Sboarina ma la sortita irosa di Alberto Giorgetti di Forza Italia sembra rimescolare il tutto. A Giorgetti, candidato sindaco per il partito di Berlusconi, non è piaciuta la soluzione presa passando sopra le teste delle realtà locali coinvolte. Giorgetti ha minacciato di allearsi con Fare!.

A poco è servita dunque la presenza a Verona del segretario leghista Salvini, costretto a rientrare in Lombardia lasciando la destra veronese in ebollizione.

Manca ancora del tempo per le decisioni finali ma è un tempo sempre più agli sgoccioli.
Nei prossimi giorni ci sarà ancora molto da raccontare.

Agostino Mondin