Ora è legge: la Fondazione Arena ad un passo dalla retrocessione a "teatro lirico"

Michele Croce, candidato sindaco del movimento Verona Pulita, commenta l'esito del voto che ha convertito in legge il decreto del 24 giugno 2016: la conversione è passata con i voti favorevoli di Rotta, Zardini, D'Arienzo e Dal Moro

"Il 2 agosto, nel silenzio più totale, è stato convertito in legge il decreto del 24 giugno 2016, n. 113, recante misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio dentro il quale, come tradizione, è stata occultata la norma che riguarda le fondazioni lirico sinfoniche in cui rientra la nostra Fondazione Arena.

L’art.24 c. 3-quater in particolare colpisce i lavoratori delle Fondazioni con il taglio del contratto di lavoro aziendale in caso di passivo d’esercizio economico, senza che ne siano loro responsabili: a) al personale, anche direttivo, delle fondazioni, ove queste non raggiungano il pareggio di bilancio, non sono riconosciuti eventuali contributi o premi di risultato e altri trattamenti economici aggiuntivi previsti dalla contrattazione di secondo livello; b) le fondazioni che non raggiungano il pareggio di bilancio sono tenute a prevedere opportune riduzioni dell’attività, comprese la chiusura temporanea o stagionale e la conseguente trasformazione temporanea del rapporto di lavoro del personale, anche direttivo, da tempo pieno a tempo parziale, allo scopo di assicurare, a partire dall’esercizio immediatamente successivo, la riduzione dei costi e il conseguimento dell’equilibrio economico- finanziario.

Per rimanere "Fondazione" e non essere declassati a "teatro lirico", e questo pare il destino della Fondazione Arena, bisogna dimostrare il "raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, della capacità di autofinanziamento e di reperimento di risorse private a sostegno dell’attività, della realizzazione di un numero adeguato di produzioni e coproduzioni, del livello di internazionalizzazione, della specificità nella storia e nella cultura operistica e sinfonica italiana". Ovvero se si ha l'appoggio della lobby giusta si rimane Fondazione, mentre se si è, magari, in contrapposizione con l'Amministrazione comunale che ha nominato un sovrintendente disastroso e commissariato, probabilmente si farà fatica a trovare sponsor privati in città.

Ed ecco il colpo di scena: mentre a Verona il Partito Democratico si straccia le vesti per i lavoratori della Fondazione Arena, a Roma tutti e quattro i deputati del PD, Alessia Rotta, Diego Zardini, Vincenzo D'Arienzo e Gianni Dal Moro hanno votato a favore della conversione in legge del decreto che ha come fine quello di "privatizzare" le Fondazioni con la minaccia di ridimensionarle, ovvero il progetto di Flavio Tosi: mentre a Verona si recita la guerra, a Roma si sigla la pace, alle spalle dei lavoratori. Non replichino a noi, vadano a spiegare il loro voto alle assemblee dei lavoratori dove non si sono mai fatti vedere". Qui l'elenco e il rispettivo voto.

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