Oltre i DSA: se possiamo sognarlo, possiamo farlo

Cooperativa sociale Monteverde e Ufficio Scolastico Territoriale insieme per supportare 46 bambini con DSA.

Dare ai bambini con diagnosi di DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) gli strumenti per superare le difficoltà di studio e stare al passo con la classe. Era l’obiettivo (centrato) del progetto “Oltre i DSA: se possiamo sognarlo, possiamo farlo”, promosso dalla cooperativa sociale Monteverde di Badia Calavena in accordo con l’Ufficio Scolastico Territoriale.

I risultati del secondo anno d’intervento (di durata triennale) sono stati illustrati oggi nella sede dell’UST. Una rete di 10 professioniste della cooperativa Monteverde –educatrici, psicologhe e psicoterapeute specializzate – hanno permesso a 46 bambini delle scuole primarie (33 iscritti al secondo anno del progetto, 13 nuove diagnosi) di avere a disposizione degli strumenti compensativi per vivere con più autonomia l’impegno scolastico. Il tutto grazie alla collaborazione degli Istituti comprensivi di Caldiero, Colognola ai Colli, Tregnago, Soave e Monteforte d’Alpone, in cui si sono svolti gli interventi in orario pomeridiano. A questi, nell’anno scolastico 2015/2016, si è aggiunta una sperimentazione nella biblioteca di Cellore di Illasi. 

«Quest’operazione è molto positiva, perché va nella direzione di armonizzare il sistema scolastico con le realtà territoriali, intervenendo in disagi scolastici che non sono medicalizzabili», ha sottolineato il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale Stefano Quaglia, affiancato da Michele Bonetti (settore integrazione e DSA) e da Giuseppe Nicotra (ufficio interventi educativi). Un plauso al progetto è arrivato anche dal direttore dei servizi sociali dell’Ulss 20 Raffaele Grottola: «Condividiamo questo percorso ideato dalla cooperativa Monteverde, perché dà risposte concrete alla gestione dei disturbi specifici dell’apprendimento, sempre più in crescita».

Il percorso è stato finanziato grazie alle campagne di raccolta fondi della cooperativa sociale Monteverde (in particolare il 5x1000), al contributo di due Comuni di residenza degli studenti (Caldiero e Illasi) e, in parte limitata, dalle famiglie. «Dopo aver condotto un’indagine sul territorio per capire quali fossero i bisogni emergenti, ci siamo attivati per attuare interventi diretti e personalizzati sui bambini, che finora mancavano – ha spiegato il presidente della cooperativa sociale Monteverde Giovanni Soriato –. I risultati sono stati molto confortanti: gli insegnanti hanno registrato un cambio di marcia, le famiglie hanno trovato un supporto per affrontare le difficoltà e i ragazzi hanno guadagnato autostima e fiducia».

Alice Scala, psicologa referente del progetto, e Roberta Castagnini, psicoterapeuta dell’età evolutiva responsabile dei servizi educativi di Monteverde, hanno illustrato gli strumenti usati per cambiare in meglio la vita scolastica dei bambini alle prese con dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia.

Il lavoro d’équipe è stato premiato: a settembre la cooperativa sarà a Modena per illustrare il progetto in un workshop alla quinta “All European dyslexia conference”, il più importante appuntamento sulla dislessia a livello europeo. «È una grande soddisfazione, ma non ci adagiamo: siamo già al lavoro per preparare il terzo anno del progetto e allargarlo anche alle scuole superiori, in coordinamento con le scuole, l’associazione italiana dislessia e con l’associazione di genitori Dire-Fare», ha concluso il presidente Soriato, affiancato dalla responsabile marketing della cooperativa Stefania Toaldo.

Da trent’anni la cooperativa sociale Monteverde fornisce servizi socio-sanitari ed educativi a persone con disabilità e a minori in difficoltà nell’Est Veronese e in Lessinia. Da tre anni a questa parte si è specializzata nei bisogni di bambini con disturbi dell’apprendimento.

Per ulteriori informazioni: www.monteverdeonlus.it