Nuovo capitolo del Film Festival della Lessinia raccontato da Agostino Mondin

Mentre ieri pomeriggio a Bosco Chiesanuova imperversava una pioggia fittissima, Fausto De Stefani, alpinista mantovano, raccontava la situazione in Nepal dopo il terremoto del 25 aprile scorso.
A quattro mesi di distanza sul terremoto nepalese è calato un silenzio tombale. I morti sono stimati sopra la cifra di diecimila unità,  abitazioni distrutte, templi pure, intere valli hanno cambiato per sempre la propria fisionomia, la rete idrica e fognaria è saltata a Katmandu e l'acqua è un grosso problema in tutta l'area colpita. Fausto De Stefani è rientrato dal Nepal da venti giorni ed è molto arrabbiato con la comunità internazionale e con la burocrazia nepalese che blocca e ritarda tutti i soccorsi, quei pochi che arrivano ovviamente.
Sullo schermo scorrono immagini crude ed il silenzio in sala si potrebbe tagliare con un coltello. Fausto è un torrente in piena: racconta di villaggi dove non è ancora arrivato nessuno e della goccia di aiuti che transita attraverso la Rarahill Memorial School, da lui fondata nella cittadina di Kirtipur, pure diventata base operativa di Emergency. Secondo De Stefani occorreranno molti anni prima che possa ritornare la "normalità" e quindi bisognerà continuare a sostenere economicamente i progetti di recupero e ricostruzione del paese. Chi volesse lo può fare attraverso il sito www.senzafrontiere.com.
Fausto De Stefani assicura, come è sempre stato, che i soldi saranno spesi nella massima trasparenza. L'alpinista mantovano tornerà in Nepal tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Subito dopo sarà ai nostri microfoni per raccontare la situazione. La prossima settimana vi proporremo l'intervista realizzata ieri.

Per quanto riguarda i film vi segnalo "Chrieg", film tedesco che sta girando molti festival europei. Un film duro, crudo, anche violento che cancelle, nel suo racconto, ogni riferimento alla montagna bucolica, dolce, affascinante. Cercatelo e andatelo a vedere.