Non erano un milione...

Sì, la Camusso si è sbagliata. Ieri a Roma non è sfilato corteo di un milione di persone, ma di 987 562. Non un milione ma comunque tanti, in rappresentanza di quei milioni di privilegiati che sono la vera causa dello sfascio di questo Paese. 

A Matematica, Fisica, Ingegneria e Architettura insegnano che le cifre sono importanti e la precisione è fondamentale. Noi di Radio Popolare Verona siamo riusciti a contare tutti i manifestanti. Alla fine il risultato lo leggete nelle righe soprastanti. E' stato un lavoro immane che ha coinvolto decine di collaboratori,  gli inviati di Popolare Network, tecnici informatici e volontari  che hanno lavorato duramente controllando le immagini televisive, incrociando i dati della questura con quelli di Renzi, dei sindacati, quelli dei pallottolieri gestiti dai volontari, inserendo il correttivo della media ponderale unito ad un coefficiente di accrescimento modello PIL italiano. Tutto questo ha permesso a Radio Popolare Verona, unica tra tutti gli organi di informazione, di fornire i dati esatti dei partecipanti alla manifestazione del 25 ottobre a Roma. Novecentottantasettemilacinquecentosessantatre (987 563) persone. Giovani, vecchi, donne e uomini che hanno deciso che "a me Renzi mi fa 'na sega" ed hanno voluto dimostrarlo mettendosi insieme per farsi vedere. Ieri a Roma qualcuno di questi eversivi diceva "perché non andiamo alla Leopolda e gli diciamo che è circondato ed ha 30 secondi per uscire?"

Matteo Renzi fa solo chiacchiere, dicevano i dirigenti della Cgil, "noi, solo con questa manifestazione, abbiamo dato lavoro a circa trenta mila persone". Come dare loro torto? Pensate solo alle migliaia di autisti che hanno guidato i pullman, ai venditori di bibite, acqua e birre, quelli delle magliette, ai baristi assunti per l'occasione. Se ci pensate, è incredibile!

Il Sindacato, la Cgil, produce posti di lavoro ed il presidente del consiglio se ne va alla Leopolda. Sta in questo ed in molto altro il senso di una giornata bellissima, intensa, colorata, suonata, cantata e partecipata.

Renzi può fingere che sabato a Roma non è successo nulla, può fingere di non vedere, ma il clima è cambiato. L'hanno detto ieri, a Roma, in 987 562, lo ripeteranno il 5 novembre i pensionati, mentre l'8 novembre scenderanno in piazza le lavoratrici ed i lavoratori della Funzione Pubblica.

A queste persone Matteo Renzi deve rispetto perché sono queste la spina dorsale di un paese dove la politica ha poco da dire e molto da imparare, con umiltà e rispetto, elementi che nell'attuale Governo sono completamente assenti.