(Non è) Una questione privata

di Comitato Opera Nostra – Fondazione Arena Bene Comune

Il sindaco Tosi, nonché assessore alla Cultura di Verona, prosegue nella sua “fobia privatistica” . Il sindaco, dopo aver venduto a CariVerona alcuni dei prestigiosi palazzi storici della città, da Castel San Pietro, a Palazzo del Capitanio, per continuare con Palazzo Forti, mentre si appresta a vendere villa Aere, anch’essa parte del patrimonio pubblico cittadino, e fa di tutto, ma proprio di tutto, per privatizzare la gestione dell’Arena di Verona, invocando la liquidazione coatta proprio in prossimità della stagione estiva, ci regala una nuova perla senza precedenti. Ci riferiamo alla concessione data al marmificio Antolini & Co, di Sega di Cavaion Veronese, per l’utilizzo del Teatro Romano nella settimana che va dal 24 settembre al 1° ottobre. La concessione di “contenitori” monumentali e storici a soggetti privati non è certo una novità, ma in ogni caso l’accesso, dietro pagamento di un biglietto, era consentito a tutti. In questo caso invece la partecipazione all’evento, che vuole festeggiare i 60 anni di attività della ditta, è subordinata all’invito che la stessa azienda sta facendo pervenire ai facoltosi “fortunati”.

Nonostante il parere circostanziato della dottoressa Margherita Bolla (direttrice del Museo Archeologico, (oltre che del Civico Museo di Castelvecchio) e degli Uffici comunali preposti, il 23 giugno la giunta del sindaco Tosi ha deciso di concedere ugualmente il sito, e la possibilità di costruirvi una pista del ghiaccio,  trascurando le delicate condizioni del monumento, che avrebbe invece bisogno di urgente restauro! La preparazione dell’evento glaciale comporta, secondo gli Uffici, un allestimento che inizierà il 14 settembre, E la conseguente revoca di un’iniziativa, che si doveva tenere proprio nel Teatro Romano il giorno 19 settembre, nell’ambito della famosa manifestazione del Tocatì. Inoltre, l’Ufficio Edilizia Monumentale afferma che sarà indispensabile chiudere il Museo Archeologico per i giorni 12, 13 e14. Quindi, accanto alle motivazioni  etiche, di opportunità e di salvaguardia di un sito archeologico in condizioni precarie, si aggiunge la cancellazione di un evento pubblico già calendarizzato e la chiusura temporanea di un Museo…Il tutto per permettere un’iniziativa dal carattere esclusivamente privato!

Si poteva confidare in una presa di posizione contraria da parte della Soprintendenza alle Belle Arti, ma è invece arrivato un laconico nulla osta. Ci chiediamo, a questo punto, quanto il soprintendente Fabrizio Magani, abbia realmente a cuore la salvaguardia dei siti posti sotto la sua protezione.
Alla luce del procedimento giudiziario  che lo coinvolge per i fatti del post-terremoto dell’Aquila, nel quale è accusato di turbativa d’asta e di peculato (accusa che probabilmente sarà trasformata in truffa allo Stato italiano), ci sembrerebbe più che mai opportuno che a orientare le scelte del soprintendente fosse il senso civico e la prudenza. In ogni caso, visto che poichè è doveroso essere tutti garantisti, sospendiamo ogni giudizio, in attesa che, ai primi di ottobre, il magistrato incaricato decida nel  merito.

Il Comitato Opera Nostra – Fondazione Arena Bene Comune cercherà di informare la cittadinanza sulla nuova “fobia privatistica” del sindaco, oltre che sul parere della Soprintendenza, e organizzerà presidi e manifestazioni, per evitare che la festa si tenga al Teatro Romano. Tutti i mezzi legali che ci permettono le leggi saranno utilizzati, compreso il boicottaggio nei confronti della ditta Antolini & Co che, a nostro avviso, farebbe bene, per tutte le ragioni riportate in precedenza, a rinunciare all’evento nel Teatro Romano!