Noi siamo Charlie Hebdo

E’ di dodici morti il bilancio dell’assalto terroristico di mercoledì mattina contro la sede di Charlie Hebdo, a Parigi. Tra di essi nomi illustri di disegnatori come Wolinski, Tignous, Charb e Cabu.

Noi non siamo tra quelli che agitano i titoli come se fossero drappi rossi per i tori nell’arena. Prendiamo questo atto terroristico come un atto funzionale a mettere bavagli, a ridurre in silenzio chiunque osi pensarla in maniera diversa e magari anche irriverente.

Il terrorismo è sempre servito a questo, è sempre stato funzionale a giochi di potere che noi per ora non conosciamo. Le religioni non c’entrano nulla,  quello che conta veramente è solo il potere.

L’assalto a Charlie Hebdo è un messaggio, un intimidazione a tutti coloro che la pensano diversamente, a tutti coloro che sono soliti esprimersi liberamente senza fare sconti a nessuno. L’assalto a Charlie Hebdo è un attacco alla libertà di espressione e di pensiero, alla libertà di manifestare tutto questo alla luce del sole.

Noi non ci faremo intimidire, non lasceremo cadere le matite. I mandanti dei terroristi temono chi disegna o scrive in maniera autonoma e libera.

In Francia i terroristi, in Italia è al varo una legge contro la diffamazione a mezzo stampa, che nulla ha a che fare con il metodo terroristico, ma punta allo stesso obbiettivo dei mandanti dei terroristi: mettere il bavaglio all’informazione libera.

In Francia la mobilitazione è stata immediata e massiccia, vorremmo che lo fosse pure a Verona ed in Italia.